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Giustizia ambientale e sociale. Forum a Genova

Un forum a difesa del creato e delle creature.  Quello della giustizia ambientale è un concetto stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) assunto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente. Ma, come rileva Scienza in rete, l’ingiustizia ambientale è diffusa in molte aree italiane. Dove vivono popolazioni più esposte a inquinamento. Ma che non godono di maggiori benefici. E spesso non vengono coinvolte in processi partecipativi equi. “La transizione ecologica dovrebbe avere la giustizia ambientale tra i suoi criteri- afferma Fabrizio Bianchi-. E anche nella ripartizione del Recovery Fund dovrebbero essere incluse iniziative finalizzate al riequilibrio di equità. “La giustizia ambientale è riferita ai movimenti sociali e politici impegnati a favore della distribuzione equa dei benefici e degli oneri ambientali. Ma è anche diventata un’area multidisciplinare delle scienze sociali che studia le teorie dell’ambiente e della giustizia. Le leggi e le politiche ambientali. La pianificazione e la governance per lo sviluppo sostenibile. E, più in generale, l’ecologia politica“.

Foto di Ivars Utināns su Unsplash

Territorio

Dopo un intenso percorso di progettazione, parte l’edizione zero della Scuola per la giustizia sociale e ambientale del Forum Disuguaglianze e Diversità. L’iniziativa è nata per rispondere alla crescente domanda di formazione da parte di chi è impegnato o vuole impegnarsi nel cambiamento verso un futuro più giusto. L’appuntamento è per il 20 e il 21 aprile a Genova con due momenti distinti. Un seminario su “Arti, senso comune e giustizia sociale” approfondirà il ruolo delle arti nella trasformazione dei valori e del senso comune. Poi si svolgerà il modulo formativo sula trasformazione ecologica giusta e il welfare energetico locale. L’obiettivo è quello di far emergere criteri per un’azione politica capace di costruire campagne sul territorio. In grado di unire gli obiettivi di giustizia ambientale e sociale. Le call per partecipare resteranno aperte fino al 31 marzo. La Scuola per la giustizia sociale e ambientale è scaturita da una lunga fase preparatoria. Durante la quale è stata anche realizzata un’analisi preliminare dei bisogni di formazione e accompagnamento di chi opera come agente di cambiamento. Ovvero persone impegnate o intenzionate a impegnarsi per il cambiamento verso una maggiore giustizia sociale e ambientale. La Scuola si pone due traguardi. Accrescere la loro forza e competenza. Contribuire al cambiamento del senso comune.

Foto di NEOM su Unsplash

Programma del forum

Il primo degli strumenti messi in campo per raggiungere gli obiettivi della Scuola è un sistema formativo composto dalla piattaforma online su 100+ parole chiave della giustizia sociale e ambientale. Il percorso è stutturato attraverso un sistema di moduli formativi tematici in presenza. Con l’accompagnamento sul campo in alcuni territori promettenti per supportarli nel perseguimento di una strategia di giustizia sociale e ambientale. Il secondo strumento è un laboratorio che produce e condivide conoscenza sui processi di formazione e cambiamento del senso comune. Incluso un focus particolare sul ruolo dell’arte. Le attività dell’edizione zero della Scuola per la giustizia sociale e ambientale sono state realizzate grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo, di Legacoop e di Coopfond. Il seminario su “Arti, senso comune e giustizia sociale” è in programma ai Giardini Luzzati il 20 aprile. E si interrogherà sul ruolo delle arti nel cambiamento del senso comune. Affinché le azioni collettive e pubbliche, volte a una maggiore giustizia sociale, abbiano successo.

Foto di Dave su Unsplash

Confronto

La discussione sarà alimentata dal documento “Senso comune, giustizia sociale e arti” a cura di Fabrizio Barca e Alessia Zabatino. Rispettivamente co-coordinatore e membro del coordinamento del ForumDD. Le conclusioni dell’indagine saranno sottoposte alla discussione all’analisi di esperti di primo piano che studiano e operano in forme assai diverse in questo complesso campo. Tra loro Luca Borzani (presidente del Centro Studi Medi sull’immigrazione). Mattia Diletti (ricercatore presso Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale dell’Università La Sapienza di Roma. Francesca Ferroni (Unità di Neuroscienze dell’Università di Parma). Gianpiero Francese (regista teatrale e direttore artistico di OperaEventi). Viviana Gravano (Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano). Giulia Grechi (Accademia di Belle Arti di Napoli). Anna Maria Lorusso (Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna). Geoff Mulgan (University College London). Chiara Volpato (Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca).

Foto di Sigmund su Unsplash

Criteri

Il modulo formativo “Una trasformazione ecologica giusta: il welfare energetico locale” si propone di far emergere alcuni criteri. Per un’azione politica capace di costruire campagne sul territorio che promuovano proposte innovative. E di raggiungere obiettivi energetico-climatici e sociali. In risposta ai bisogni delle persone, a partire dalle più vulnerabili. Lo scopo del corso è comprendere la dimensione globale e locale della crisi climatica ed energetica. Oltreché la crescita delle disuguaglianze in questi anni e dei suoi legami con la riduzione del welfare state. Così da acquisire strumenti per organizzare iniziative e campagne per raggiungere obiettivi concreti. Il corso sarà tenuto da esperti del ForumDD. Si tratta degli stessi che hanno dato vita nei mesi scorsi alla ricerca-azione sul Welfare energetico locale. Il modulo si terrà in Stradone Sant’Agostino 22 1/2, presso la sede della Cooperativa il Ce.sto. L’appuntamento è per sabato 20 aprile dalle 10:30 alle 19:30 e domenica 21 aprile 2024 dalle 9 alle 14.

Foto di Olena Bohovyk su Unsplash

Modulo formativo

Nelle settimane seguenti all’appuntamento di Genova, ad Alessandria si terrà il secondo modulo formativo. Quello su “giustizia sociale e disuguaglianze educative: visioni, approcci, pratiche e strumenti”. Che si propone di costruire, attraverso l’analisi di prassi esistenti, un linguaggio condiviso rispetto ai patti educativi territoriali. Il modulo in programma in Piemonte si pone l’obiettivo di ricomporre alcuni dei saper. Per il contrasto alle disuguaglianze educative. In modo da arricchire l’approccio metodologico per la costruzione dell’impegno reale nella promozione dei Patti Educativi Territoriali e delle Alleanze Educative. Il modulo si svolgerà ad Alessandria presso la sede dell’Associazione Cultura e Sviluppo, l’11 e il 12 maggio.

 

Gianluca Franco

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