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Transizione digitale e mutuo soccorso: piano per la disabilità

Le persone con disabilità in Italia sono 3,1 milioni, pari al 5,2% della popolazione. A livello territoriale, secondo l’Istat, Umbria (8,7% della popolazione), Sardegna (7,3%) e Sicilia (6%) presentano i tassi di invalidità più elevati. Fondamentale nell’assistenza e nell’integrazione è il ruolo del terzo settore. Solidarietà e inclusione, quindi. La maggioranza dei progetti lavora sull’integrazione delle competenze digitali di base e avanzate. Diversi percorsi formativi del bando “Prospettive” si rivolgono a target fragili. Ossia a persone senza dimora, persone con disabilità, detenuti, migranti. “Includo” è un progetto nazionale proposto dal Centro Studi-Opera Don Calabria. L’iniziativa benefica è destinata a persone senza fissa dimora tra i 34 e i 50 anni. A coloro che sono presi in carico dai servizi di accoglienza. O che rientrano nei piani di “housing first” degli enti pubblici o del terzo settore. Attraverso la formazione e percorsi di accompagnamento individuale, il progetto ha un obiettivo preciso. Ovvero mira ad agevolare l’autonomia. Facilitare il reinserimento nel contesto sociale. E agevolare l’integrazione del sapere digitale di base per il collocamento lavorativo.

A sostegno della disabilità

L’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi APS ETS realizzerà “Deaf Campus”. In otto regioni, tra cui Puglia, Molise, Basilicata e Calabria. Il progetto “PRO.DIGI” si impegna a fornire competenze digitali per la cittadinanza e l’inclusione in Emilia Romagna. A.E.C.A mira a creare un’opportunità per 100 persone in situazione di fragilità. Così da permettere di maturare sufficienti competenze digitali per la cittadinanza e l’inclusione. Nel settore metalmeccanico il progetto “Digital Mec” è dedicato ad operai impiegati nella meccanica di precisione. E ai profili amministrativi. E’ innovativa, in particolare la partnership tra soggetti for profit e no profit. I vari enti e associazioni, infatti, collaborano insieme. Per formare i beneficiari sulle competenze digitali di base e avanzate.  Migliorando così la loro condizione professionale. Nel complesso sono 252 gli attori coinvolti. Tra soggetti no profit, enti del Terzo settore, soggetti pubblici, Università. Inoltre, per l’iniziativa intitolata “In progresso” sono state coinvolte in totale 112 imprese. Al centro del progetto ci sono partner, datori di lavoro e lavoratori a rischio sostituibilità.

Mutuo soccorso

Intanto Intesa Sanpaolo mette in campo una nuova iniziativa per supportare il personale della banca, in particolare quelli in condizioni di svantaggio o difficoltà. Nasce così la società Mutuo soccorso che avrà finalità sociali ed alla quale potranno aderire tutti i dipendenti di Intesa Sanpaolo. Mutuo Soccorso è frutto di un confronto tra i rappresentanti di Intesa Sanpaolo e le organizzazioni sindacali. Sosterrà i 1.500 figli con disabilità non autosufficienti delle persone del gruppo. La nuova società avrà anche il compito di supportare i soci che si trovano in condizioni di svantaggio o difficoltà. E che non trovano copertura da altri enti welfare del gruppo Intesa Sanpaolo. Sarà inoltre sviluppata l’iniziativa partita nell’ex gruppo Ubi “Dopo di Noi”. Prevedendo servizi di assistenza familiare. Ovvero contributi economici ai familiari dei soci deceduti in condizione di disabilità. Si tratta di un “progetto sociale di altissimo valore all’interno di Intesa Sanpaolo. Con previsioni in favore di circa 1.500 figli con disabilità di dipendenti del gruppo”, afferma Paolo Citterio.

Dopo di noi

Aggiunge il coordinatore Fabi di Intesa Sanpaolo: “Con il ‘dopo di noi’ si daranno tutele nel momento in cui i genitori non potranno più provvedere ai propri figli”. La società sarà attiva anche in altri contesti di solidarietà. Dove gli altri enti del gruppo bancario non hanno modo di operare. In un’ottica di solidarietà è stata destinata una quota una tantum di 2 milioni di euro da quanto raccolto fino al 31 dicembre 2023 con l’iniziativa “arrotonda solidale”. A questa dotazione iniziale si aggiungerà, a partire dall’1° gennaio del prossimo anno, una quota pari al 50% di quanto raccolto con ‘arrotonda solidale‘, garantendo una continuità operativa. “Dopo di noi” è il termine col quale i genitori di persone con disabilità indicano il periodo che seguirà alla loro dipartita. Si chiedono, in pratica, cosa sarà del nostro congiunto disabile dopo di noi, ovvero quando noi ci saremo più ad assisterlo? Chi se ne prenderà cura in modo adeguato? Si tratta di una domanda angosciante, che da tempo le famiglie italiane hanno sottoposto alla politica, chiedendo a più parti di intervenire in modo da creare degli strumenti in grado di assicurare un futuro sereno. A tutte quelle persone che, con disabilità, non potranno più,  ad un certo punto della loro vita, contare su un supporto famigliare.

Una tantum

I soci ordinari di Mutuo Soccorso saranno le lavoratrici e i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato (inclusi gli esodati e pensionati) nelle società di Intesa Sanpaolo in Italia. Fondazioni bancarie da cui siano originate società del gruppo. E società partecipate del gruppo a cui si è deciso di estendere l’adesione. La quota di iscrizione annuale è pari a 5 euro. E potranno aderire anche i familiari non conviventi dei soci ordinari che ne facciano richiesta. La banca contribuirà con un ulteriore versamento pari a quanto verrà versato dai soci ordinari. E, come una tantum a titolo straordinario, con una cifra pari a 350.000 euro.
Giacomo Galeazzi

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