MERCOLEDÌ 31 OTTOBRE 2018, 16:00, IN TERRIS


DOPO L'ASSOLUZIONE

Appello per Asia Bibi: "Accogliamola in Italia"

Lo lanciano Fratelli d'Italia e Il Popolo della Famiglia. In Pakistan il clima è teso, ma il premier Khan: "Le minacce non ci intimidiscono"

FEDERICO CENCI
Asia Bibi
Asia Bibi
A

sia Bibi è stata assolta dalla Corte Suprema. La decisione è arrivata stamattina, quando in Italia era ancora l'alba e in Pakistan le 9.20 di mattina, suscitando giubilo tra i sostenitori della causa di questa madre cristiana accusata di blasfemia e, soprattutto, tra i suoi familiari e il suo legale. Ora che l'incubo è finito, tuttavia, rischia di aprirsi un nuovo scenario di rischio. I fondamentalisti islamici, in Pakistan, sono in fermento, per nulla compiaciuti della sentenza della Corte Suprema. Come ha dichiarato il marito di Asia Bibi, Ashiq Masih, per motivi di sicurezza è difficile "che potremo rimanere in Pakistan".


L'appello rinnovato di Giorgia Meloni

Si profila dunque la possibilità per Asia Bibi e i suoi familiari di essere accolti in un Paese straniero, sarebbe un modo per stare al sicuro. Di qui gli appelli che giungono anche dall'Italia, affinché il nostro Governo si mobiliti per garantire asilo a questa famiglia pachistana. La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che già nei giorni scorsi si era esposta per chiedere un intervento di Roma in favore della cristiana accusata di blasfemia, è tornata oggi a far sentire la propria voce. La Meloni definisce "una bellissima notizia" l'assoluzione, ma - osserva - "Asia e la sua famiglia non sono ancora in salvo: gli integralisti islamici minacciano di ucciderla". Per questo - prosegue - "Fratelli d'Italia rinnova il suo appello al premier Conte e al ministro Moavero: l'Italia si attivi immediatamente per accogliere Asia e la sua famiglia in Italia e offrire loro un posto sicuro dove poter continuare a vivere. #salviamoAsia".


Popolo della Famiglia: "Accogliamo Asia Bibi, simbolo dei cristiani perseguitati"

Anche Il Popolo della Famiglia ha seguito negli scorsi mesi l'inter processuale di Asia Bibi chiedendone la liberazione e definendo la donna pachistana "simbolo dei cristiani perseguitati". E adesso Mirko De Carli, coordinatore nazionale Nord Italia del partito, lancia l'appello: “La notizia giunta questa mattina della liberazione di Asia Bibi ci ha riempiti gioia. Ora però paradossalmente questa donna cristiana così coraggiosa che non ha voluto abiurare la sua fede e ha pagato con 3.420 giorni di ingiusta carcerazione, rischia la vita ancora di più. Il Popolo della Famiglia chiede al Governo italiano e in particolare al ministro degli Esteri Moavero di farsi parte attiva per accogliere immediatamente nel nostro Paese Asia, il marito e i loro cinque figli. In Pakistan il clima è pesantissimo dopo la scarcerazione di Asia Bibi, le ambasciate straniere sono presidiate dall’esercito. L’Italia mandi un messaggio chiaro al fondamentalismo islamico attraverso l’abbraccio a una madre cristiana eroica come Asia Bibi”.


Salini (Fi): "Grazie a Tajani e Ppe"

Si registra anche l'intervento di Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia, per sottolineare l'impegno di Bruxelles in favore di questa madre accusata di blasfemia in Pakistan. "Grazie al presidente Antonio Tajani e al Ppe, in Parlamento Ue non abbiamo mai fatto mancare il nostro convinto sostegno alla causa di Asia Bibi, agendo con determinazione e facendo le necessarie pressioni internazionali attraverso appelli e interrogazioni, sollecitando tutte le istituzioni di Bruxelles affinché insistessero senza arrendersi nella strada della diplomazia per ottenerne la liberazione". Anche Salini rivolge dunque un appello all'asilo: "I Paesi dell'Ue siano pronti ad accogliere un'eventuale domanda di asilo di Asia Bibi".


Il premier Khan: "Non ci faremo intimidire"

Il clima è teso in Pakistan dopo la sentenza di stamattina. Sugli scudi il partito islamista Tehreek-e-Labbaik Pakistan (Tlp), i cui sostenitori sono scesi in strada in diverse città del Paese per invocare la morte dei giudici che hanno assolto Asia Bibi. Chieste anche le dimissioni del primo ministro Imran Khan. L'invito a scendere in strada è giunto direttamente dal leader del partito estremista, Khadim Hussain Rizvi. Centinaia di fedeli del Tlp hanno bloccato la strada principale che collega Rawalpindi alla capitale, Islamabad. Scene simili si sono registrate a Karachi, Peshawar e numerose altre città. Come riferisce dalla sua pagina Facebook Zarish Neno, un'attivista pachistana recentemente intervistata da In Terris, le scuole cristiane del Paese sono rimaste chiuse per motivi di sicurezza. Come riferisce The News, il premier Khan ha assicurato che lo Stato non si farà intimidire dagli agitatori. "Il linguaggio spregevole usato da una piccola parte della società contro l'esercito e il potere giudiziario è assolutamente deplorevole: tale linguaggio viene usato dai nemici di uno Stato", le sue parole. "Coloro che stanno incitando le persone alla violenza per i loro obiettivi politici dovrebbero essere respinti - ha proseguito -. Mi appello a non iniziare un confronto con lo Stato".

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