GIOVEDÌ 01 DICEMBRE 2016, 11:11, IN TERRIS

Rosarno, catturato il boss della 'Ndrangheta Marcello Pesce

Figlio di Rocco Pesce e nipote del defunto boss Giuseppe Pesce, era inserito nell'elenco dei latitanti pericolosi stilato da Ministero dell'Interno e il suo nome figurava negli atti giudiziari a partire dagli anni novanta

AUTORE OSPITE
Rosarno, catturato il boss della 'Ndrangheta Marcello Pesce
Rosarno, catturato il boss della 'Ndrangheta Marcello Pesce
E' stato arrestato il noto boss della 'Ndrangheta, Marcello Pesce, meglio conosciuto come "U Ballerinu", ricercato da tempo per reato di associazione di stampo mafioso. A darne la notizia è la Polizia di Stato che ha pubblicato un post sul suo profilo Twitter. Le manette per Pesce sono scattate nella città di Rosarno, lo stesso paese dove era nato il 12 marzo del 1964.

Figlio di Rocco Pesce e nipote del defunto boss Giuseppe Pesce, Marcello era inserito nell'elenco dei latitanti pericolosi stilato da Ministero dell'Interno e il suo nome figurava negli atti giudiziari a partire dagli anni novanta, quando alcuni rapporti di polizia hanno iniziato ad evidenziare la sua sospetta appartenenza alla criminalità organizzata. Inoltre, risultava essere destinatario di diverse ordinanze di custodie cautelari in carcere per i reati di associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni.

Marcello Pesce, catturato oggi a Rosarno, nel 2010, era sfuggito ad una ordinanza emessa nell'ambito dell'ampia operazione di polizia giudiziaria denominata convenzionalmente "All Inside". Al termine del relativo processo di primo grado - si aggiunge - Marcello Pesce è stato condannato alla pena di 15 anni e 6 mesi di reclusione poiché riconosciuto colpevole dei delitti di associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni (autovetture). Questo verdetto è stato riformato in appello con una nuova condanna alla pena di 16 anni e 2 mesi di reclusione, non definitiva.

Nel 2015, in considerazione dei possibili appoggi di cui egli poteva giovarsi in territorio estero, le ricerche sono state estese anche in ambito comunitario in data 10 febbraio 2015, attraverso l'emissione del "Mandato di Arresto Europeo" da parte della Corte di Appello di Reggio Calabria.
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