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G7 su disabilità: l’intervista al Ministro Locatelli

Secondo i dati più recenti delle Nazioni Unite, nel mondo più di un miliardo di persone convive con una forma di disabilità; di queste almeno 240 milioni sono minorenni. Negli anni si è andato consolidando una sorta di modello per cui la disabilità non impatta solo sulla salute della persona ma anche e soprattutto nel sociale: alle condizioni di salute, si sommano barriere ambientali e sociali che impediscono una piena inclusione della persona nella società.

In Italia il primo G7 al mondo su disabilità e inclusione

Temi sui quali ha acceso un faro a livello mondiale il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli che ha annunciato, lo scorso dicembre, come l’Italia abbia deciso di promuovere  per la prima volta al mondo a livello ministeriale il G7 “Inclusione e disabilità”. L’evento si svolgerà il 14, 15, e 16 ottobre 2024 in Umbria, il cuore verde dell’Italia, e sarà l’occasione, ha dichiarato il Ministro Locatelli per “condividere con tutti i ministri del G7, che si occupano di disabilità, strategie e impegni per contrastare le discriminazioni e garantire a tutti il diritto alla piena partecipazione civile, sociale e politica alla vita quotidiana, in tutti i Paesi”.

L’intervista

Interris.it, in esclusiva, ha intervistato il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, per approfondire la scelta e gli obiettivi del G7 sulla disabilità.

E’ la prima volta che viene organizzato, a livello ministeriale, un G7 sulla disabilità: perché il Governo ha deciso di accendere a livello mondiale un faro sul tema della disabilità e dell’inclusione?

“Il momento storico che viviamo è quello giusto per promuovere tutti insieme il valore della persona al centro e adottare uno sguardo che sappia valorizzare competenze e talenti di ognuno. Per la prima volta a livello mondiale i Paesi economicamente più forti si confronteranno su un tema cruciale, il diritto di ogni persona a partecipare alla vita civile, sociale e politica del proprio Paese. È una grande opportunità per condividere strategie e impegni”.

Come mai è stata scelta come location l’Umbria?

“L’Umbria è il cuore verde d’Italia, è una regione conosciuta a livello mondiale per la sua straordinaria capacità di evocare il tema dell’accoglienza e della pace, e negli anni non era stata ancora coinvolta da questo tipo di eventi”.

Quali sono le principali sfide e gli obiettivi che il gruppo dei 7 dovrà affrontare?

“Diritto di tutti alla piena partecipazione alla vita civile, sociale e politica, promozione delle nuove tecnologie, autonomia e vita indipendente, accessibilità universale. Su questi temi, in particolare, ci confronteremo convinti che oggi oltre alla salute e al benessere, al diritto all’autonomia e alla formazione e inclusione lavorativa, alla mobilità e a una vita dignitosa, è fondamentale lavorare insieme perché anche il diritto alla felicità venga rispettato e sia un diritto per tutti”.

Quale contributo può portare la presidenza italiana del G7 al superamento delle barriere fisiche e culturali che ancora penalizzano le persone con disabilità nella società?

“Nel nostro Paese sono stati fatti progressi significativi nell’inclusione scolastica e lavorativa, anche se abbiamo ancora tanti aspetti su cui migliorare. L’Italia potrà far conoscere il modo in cui affronta il tema della disabilità, con un’attenzione particolare al lavoro straordinario che svolgono gli Enti del Terzo Settore e le tante associazioni che ogni giorno nelle nostre comunità accompagnano e sostengono le persone con disabilità e le loro famiglie. Sarà l’occasione per scambiare buone pratiche e continuare a investire tutti insieme sulle persone e i loro talenti”.

I leader dei G7 saranno poi capaci di estendere i loro orizzonti e promuovere l’inclusione e la tutela delle persone con disabilità in tutto il mondo?

“È una grande sfida, ma sono convinta che insieme potremo invertire la rotta e mettere finalmente al centro la persona. Ciascuno e a tutti i livelli istituzionali può e deve fare la propria parte, iniziando innanzitutto a progettare e a erogare servizi per tutti. Questo è il momento per fare quel salto di qualità non più rinviabile e che ci permetterà di rendere più forti e coese le nostre comunità”.

Manuela Petrini

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