Vercelli: si finge 007 e nasconde in casa un arsenale

L'uomo è stato denunciato per porto abusivo e possesso illegale di armi, per detenzione abusiva di divise militari e per contraffazione e detenzione di un tesserino dell'Esercito Italiano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:36
Armi (immagine di repertorio)

Si spacciava per agente dei servizi segreti, aveva in casa un arsenale e stava facendo costruire un aereo spia. E’ la storia quasi surreale che arriva da Vercelli dove la Digos della Questura locale ha denunciato un uomo per porto abusivo e possesso illegale di armi, nonché per la detenzione abusiva di alcune divise militari e per la contraffazione e detenzione di un tesserino dell’Esercito Italiano.

Pilota d’aereo da turismo

La vicenda – riportata da Agi – é davvero singolare. Da tempo la Polizia di Stato si era messa sulle tracce di questo personaggio, residente in un paese in provincia di Vercelli, che aveva fatto credere a diverse persone di essere un appartenente alle forze armate e in particolare ai servizi segreti. L’uomo aveva iniziato anche a frequentare un corso da pilota d’aereo da turismo. Agli istruttori aveva avanzato richieste stravaganti tra cui il voler imparare a volare a bassissima quota e la possibilità di trasportare armi sugli aerei. A suo dire questi obiettivi gli erano stati ordinati dai suoi “superiori” per effettuare operazioni in ambienti di guerriglia. Proprio dall’aeroclub che frequentava sono partite le segnalazioni agli investigatori della Digos, che hanno avviato un’attività di indagine volta a scoprire le vere intenzioni dell’uomo.

L’arsenale

Il vercellese, disoccupato, classe ’65, titolare di una licenza di collezione e di porto d’armi per uso sportivo, deteneva circa un centinaio di armi, tra pistole, sciabole, pugnali e, soprattutto, armi lunghe con puntatori di precisione. Inoltre, era un esperto conoscitore dell’ambiente degli appassionati di armi e, anche in quell’ambiente, aveva fatto circolare la voce di essere un ufficiale militare. Per dimostrare la veridicità delle sue affermazioni, l’uomo aveva contraffatto un tesserino attestante l’appartenenza all’esercito italiano, si era procurato delle divise militari con i gradi da ufficiale, usava indossare pantaloni mimetici scuri e usciva spesso di casa armato di pistola. Nel corso dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vercelli e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, é stato accertato che non era un appartenente ai servizi segreti, che in diverse occasioni aveva portato delle armi al seguito e che addirittura aveva commissionato la progettazione di un aereo. A seguito di perquisizione eseguita dagli agenti della Digos, con l’ausilio delle unità cinofile “anti – esplosivo”, disposta dalla Procura della Repubblica di Vercelli, sono state ritrovate e sequestrate all’interno dell’abitazione dell’uomo 97 tra pistole, armi bianche, carabine e anche un fucile di precisione “fortmeier”, 9 chili di polvere da sparo e moltissime munizioni.

Pistola e basco

In casa gli agenti hanno trovato anche un pantalone mimetico con in un tascone laterale, una pistola Glock con un caricatore inserito e uno di scorta. Nella tasca posteriore vi era un basco militare e il portafoglio che conteneva un tesserino completamente contraffatto completo di stemma metallico ministeriale e gradi da maggiore. Dall’analisi del computer e altro materiale informatico curato dagli analisti della Digos sono emersi vari files contenenti i templates del tesserino contraffatto e progetti relativi alla fabbricazione di silenziatori per armi lunghe. In effetti il falso agente dei servizi aveva anche iniziato a produrre, in proprio, grazie alle numerose attrezzature di cui disponeva nella propria officina, dei silenziatori per fucili e carabine. Nella sua abitazione ne veniva sequestrato uno già ultimato e diversi tubolari di metallo dai quali ne avrebbe ricavati altri. Gli operatori di Polizia hanno recuperato pure diversi progetti relativi alla costruzione di un aereo, commissionati dall’uomo a un ingegnere residente in un’altra provincia, al quale aveva fatto credere che il progetto sarebbe stato finanziato da fantomatici servizi segreti. Quest’ultimo poi é risultato essere all’oscuro delle reali intenzioni del suo interlocutore. Resta ancora da capire se l’uomo denunciato sia solo un mitomane o stesse perseguendo ulteriori progetti criminali.

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