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“Le parrocchie siano isole di misericordia nel mare dell’indifferenza”

“Quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi certamente ci dimentichiamo degli altri, non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza”. E’ quanto si legge nel messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2015 sul tema “Rinfrancate i vostri cuori”. Il Santo Padre ha esordito osservando che Dio “non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo”. Invece “l’attitudine egoistica, di indifferenza” – ha continuato – “ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza”.

Il vescovo di Roma ha offerto tre spunti per meditare sul “rinnovamento” di cui il popolo di Dio ha bisogno “per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso”: “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono” – La Chiesa; “Dov’è tuo fratello?” – Le parrocchie e le comunità; “Rinfrancate i vostri cuori!” – Il singolo fedele. La Chiesa, ha spiegato, è “communio sanctorum”, cioè “comuniione dei santi”, ma anche “comunione di cose sante”. “In questa partecipazione alle cose sante – ha sottolineato – nessuno possiede solo per sé, ma quanto ha è per tutti. E poiché siamo legati in Dio, possiamo fare qualcosa anche per i lontani, per coloro che con le nostre sole forze non potremmo mai raggiungere, perché con loro e per loro preghiamo Dio affinché ci apriamo tutti alla sua opera di salvezza”.

Santa Teresa di Lisieux, ha ricordato il successore di Pietro, “scriveva convinta che la gioia nel cielo per la vittoria dell’amore crocifisso non è piena finché anche un solo uomo sulla terra soffre e geme”. Pertanto “ogni comunità cristiana è chiamata a varcare la soglia che la pone in relazione con la società che la circonda, con i poveri e i lontani. La Chiesa per sua natura è missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini”. “Quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare – ha ribadito – diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!”. Francesco ha poi richiamato i fedeli sull’importanza di pregare, “nella comunione della Chiesa terrena e celeste”.

A tale proposito ha menzionato “l’iniziativa 24 ore per il Signore”, auspicando che “si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo”. Inoltre ha raccomandato di compiere “gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa”. “Desidero pregare con voi Cristo in questa Quaresima: ‘Fac cor nostrum secundum cor tuum’, ‘Rendi il nostro cuore simile al tuo’ – ha concluso –. Allora avremo un cuore forte e misericordioso, vigile e generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella vertigine della globalizzazione dell’indifferenza”.

Stefano Cicchini

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