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Ebola: positivi i test di sicurezza del vaccino sperimentale

Il National Institutes of Helath americano ha pubblicato sul New England Journal of Medicine i risultati dei test di test di sicurezza fatti per sperimentare la validità del vaccino “italiano” contro l’Ebola. I test – risultati positivi – sono stati condotti su un campione di 20 persone sane, non hanno avuto effetti collaterali e hanno mostrato una buona risposta immunitaria. “’Il profilo di sicurezza è incoraggiante – spiega Anthony Fauci direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseas (NIAID) – e anche il fatto che alle dosi più alte la risposta immunitaria è paragonabile a quella ottenuta nei primati”. Il vaccino sperimentale è stato ricavato da un virus del scimmie – innocuo per l’uomo – e poi sviluppato dalla società italiana Okairos che poi lo ha ceduto alla multinazionale Gsk. Vista la sua validità, i test di efficacia in Africa dovrebbero prendere il via all’inizio del 2015.

Anche il medico italiano – ricoverato ora all’Istituto Spallanzani di Roma – sta assumendo farmaci sperimentali per combattere il virus ebola che ha contratto durante la sua permanenza in Sierra Leone. Come conferma l’infettivologo Emanuele Nicastri, in occasione della lettura del bollettino medico, “il paziente, compatibilmente con lo stato febbrile, si sente bene, cammina ed è psicologicamente forte. La pressione è buona e viene costantemente monitorato a livello cardiaco ed epatico”. L’uomo ha iniziato da pochi giorni la cura con il vaccino sperimentale, autorizzato eccezionalmente dall’Aifa a seguito delle indicazioni del ministero della Salute.

Per il medico italiano, in Sierra Leone, è iniziata una vera e propria gara di solidarietà, partita dalla spontanea generosità proprio dai pazienti – infetti dall’ebola – che lui stesso aveva contribuito a curare. Una volta che la notizia del suo contagio si è diffusa nella zona, molte persone sono tornate all’ospedale per donare il proprio sangue per permettergli di guarire. Infatti l’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che una trasfusione di plasma di chi è guarito dal virus, sia il “metodo più promettente per guarire”.

“Lo rivoglio qui, rapidamente. È uno tosto, un medico molto rigoroso e preparato. Sono tanti, tra quelli che ha curato, ad avermi chiesto notizie in queste ore. Sono pronti ad aiutarlo concretamente, con il loro sangue – Cosi Gino Strada, fondatore di Emergency, si esprime a proposito del medico italiano – Gli ho detto di non pensare neppure per un momento di essere in vacanza. Gli spedirò il lavoro, i dati via computer, in reparto a Roma, perché metta in ordine le statistiche. Gli ho detto di sbrigarsi a rimettersi in piedi, abbiamo bisogno di lui perché qui la situazione è drammatica”.

Manuela Petrini

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