Milan e Donnarumma, è addio. I rossoneri: “Non rinnoverà” Il portiere-fenomeno della squadra rossonera ha fatto sapere, tramite il suo procuratore Raiola, che non proseguirà la sua carriera a Milanello. Da Mihajlovic a Montella, storia di una bandiera mancata

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Donnarumma

Lanciato da Sinisa Mihajlovic, consacrato da Vincenzo Montella e, in mezzo, un talento sconfinato solo da far crescere. E, magari, da preservare dalle parti di Milanello, in nome non solo di un affetto che, trattandosi di un prodotto del settore giovanile, c’è di per sé ma anche di una certa riconoscenza verso una società che in lui ha fortemente creduto. Niente di tutto questo: alla fine, il baby-prodigio del Milan, Gianluigi Donnarumma, ha scelto di non rinnovare con la squadra che lo ha allevato e proiettato, ancora minorenne, nel calcio dei grandi. La decisione del portierone della nazionale è stata comunicata dal suo procuratore, Mino Raiola.

Tempi che cambiano

Non diventerà una bandiera e, a questo punto, non sarà probabilmente nemmeno considerato fra i simboli della squadra rossonera. La scelta di salutare i colori del Milan, d’altronde, è un po’ l’emblema di un calcio che cambia, perdendo sempre più quei valori che, fino a qualche decennio fa, non era così raro incontrare sui campi da gioco. Il recente addio di Francesco Totti, ad esempio, ha sancito davvero la fine di un’epoca: quello della passione per una squadra e dell’amore per i propri colori, sentimenti così radicati da essere anteposti all’ambizione professionistica. Nulla da dire perché, in fondo, i tempi cambiano e, d’altronde, un addio pur doloroso mitiga solo in parte due annate da protagonista assoluta a difesa della porta milanista.

Bandiera mancata

Mihajlovic lo disse subito: “E’ un predestinato”. Il suo successore, Christian Brocchi, lo ha confermato; quello successivo, Montella, lo ha ribadito. E Gigio si è conquistato il posto non solo in porta ma anche nel cuore dei tifosi che, in lui, vedevano un probabile erede della schiera di bandiere rossonere, capaci di legare il proprio nome in modo indissolubile a uno dei club più vincenti del calcio mondiale. Quello stesso team che, ora, si dice “profondamente amareggiato” dalla decisione di Donnarumma. Le speranze rimangono tali: dal prossimo anno Gigio vestirà una nuova maglia e, assai probabilmente, sarà in un campionato lontano dal nostro. Peccato.

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