Andria, bracciante morta di fatica nei campi: 6 arresti per caporalato I provvedimenti restrittivi seguono le indagini avviate dalla Procura di Trani all'indomani della morte della bracciante agricola Paola Clemente

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“Una piaga di dimensioni drammatiche“. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito il caporalato in un messaggio inviato a Coldiretti, in occasione della giornata nazionale dell’agricoltura del 2015. Una piaga da sradicare, ma che si rivela una pratica utilizzata, soprattutto in alcune zone del nostro Paese.

Sei arresti per caporalato ad Andria

Nel luglio del 2015, Paola Clemente, è deceduta nelle campagne di Andria. Oggi, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti dei sei persone, coinvolte a vario titolo, in reati riconducibili al fenomeno del caporalato. I provvedimenti restrittivi seguono le indagini avviate dalla Procura di Trani all’indomani della morte della bracciante agricola Paola Clemente. L’operazione – secondo gli inquirenti – presenta un duplice profilo di novità: un salto di qualità nelle modalità investigative, che ha permesso di superare il vincolo di omertà che normalmente copre il fenomeno, e l’emergere di una nuova, più moderna forma di caporalato. L’indagine sulla morte della donna, tuttora in corso, partì un mese dopo il suo decesso, ad agosto 2015, dopo la denuncia dei familiari. Il marito di Paola Clemente riferì, anche pubblicamente e ai giornalisti, delle dure condizioni di lavoro delle braccianti, assunte da agenzie interinali per conto delle aziende, del misero guadagno, pochi euro l’ora, per molte ore di lavoro al giorno.

Pene più severe per gli sfruttatori

Ad ottobre 2016, la Camera ha approvato una legge che prevede pene più severe per gli sfruttatori. Potranno essere puniti con la confisca dei beni, non solo gli intermediari illegali, ma anche i datori di lavoro, consapevoli dell’origine dello sfruttamento. Previsto anche un aiuto concreto alle vittime con l’estensione delle provvidenze del fondo anti-tratta. Tra le novità della normativa anche il potenziamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità quale strumento di controllo e prevenzione del lavoro nero in agricoltura. La nuova legge prevede anche che le amministrazioni statali saranno direttamente coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo, attraverso un piano congiunto di interventi per l’accoglienza di tutti i lavoratori impegnati nelle attività stagionali di raccolta dei prodotti agricoli.

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