IL MINISTRO BOSCHI: “SE AL REFERENDUM VINCE IL NO, LASCIO ANCHE IO” Intervistata dalla giornalista Lucia Annunziata, ha dichiarato: "I veri partigiani votano Sì"

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“Se il referendum dovesse andare male, non continueremmo il nostro progetto politico”. Lo ha assicurato il ministro Maria Elena Boschi a “In mezz’Ora”, il talk show televisivo condotto da Lucia Annunziata su Rai3. “Il nostro piano B è che verranno altri e noi andremo via” ha aggiunto la Boschi, Ministra senza portafoglio per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all’attuazione del Programma di Governo nel Governo Renzi dal 22 febbraio 2014; l’avvocatessa poi ribadisce: “Anche io lascio se Renzi se ne va: ci assumiamo insieme la responsabilità. Abbiamo creduto e lavorato insieme ad uno stesso progetto politico”.

Ancora a proposito di referendum e della posizione dell’Anpi (l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) che ha annunciato voto contrario, Boschi ha detto: “L’Anpi sicuramente come direttivo nazionale ha preso una linea, poi ci sono molti partigiani, quelli veri, che voteranno Sì alla riforma”. Il ministro ha citato il partigiano 97enne “Diavolo” che ha scritto che voterà Sì al referendum. “Anche nell’Anpi molti voteranno Sì come anche molti nel M5S” ha assicurato la Boschi.

Quanto all’“Italicum” – la legge elettorale italiana che prevede un sistema proporzionale a doppio turno a correzione maggioritaria, con premio di maggioranza, soglia di sbarramento e 100 collegi plurinominali con capilista “bloccati” – la ministra è netta: “Non sarà rivisto. La legge elettorale l’abbiamo votata. E’ questa e funziona perché evita di attuare gli inciuci. Garantisce la stabilità ed evita che ci siano nuovamente i governi tecnici e balneari”, sottolinea in merito alle richieste della minoranza Pd di rivedere la legge legandola alle riforme costituzionali. “Noi abbiamo proposto riforme che tengono insieme riforma costituzionale e legge elettorale, non votare in modo coerente su come hanno fatto in Aula è difficile da spiegare”.

Infine, a proposito dell’alleanza con Ala e il suo fondatore, il senatore Denis Verdini, la ministra ha così commentato: “Le alleanze vengono fatte a livello locale. Tanto è vero che in alcune città Ala è nostra alleata, in altre no. Sceglieranno i cittadini, sceglieranno quelli di Napoli”. Concludendo poi: “Capisco che Verdini sia il leitmotiv che torna spesso. Verdini, tra l’altro, quando era a votare il governo Letta non aveva tutte queste implicazioni. Può non essere alleato del Pd solo se c’è un risultato netto del Pd che, lo ricordo, non ci fu con Bersani che prese il 25%”.

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