CAMPIDOGLIO IN “PROFONDO ROSSO”: IL DEBITO ARRIVA A 15 MILIARDI Ai 13,6 miliardi accumulati prima del 2008 si aggiungono 1,2 miliardi di passività successive al 2009

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Il debito di Roma Capitale arriva a 15 miliardi. Ai 13,6 miliardi accumulati prima del 2008 si aggiungono infatti gli 1,2 degli ultimi anni. Le spese riguardano la gestione ordinaria del Campidoglio e sono state censite a fine 2015 per poi essere inserite nel Documento unico di programmazione 2016-18 approvato negli ultimi giorni da Francesco Paolo Tronca. Come conseguenza delle nuove passività Palazzo Senatorio dovrà pagare una rata da 84,6 milioni di euro. Il nuovo indebitamento deriva da una serie di mutui ottenuti a cominciate dal 2009, basti pensare che nel 2012 la voce di bilancio “accensione di mutui passivi” già toccava i 421 milioni.

Per cercare di ripianare l’intera esposizione del Campidoglio verso i creditori occorrerà accelerare sul piano di dismissioni immobiliari approvato dalla giunta Marino e rimasto fermo. In particolare dovranno essere cedute le quote detenute da Roma Capitale, anche tramite controllate, in aziende che non erogano servizi pubblici.

Ama, ad esempio, dovrà cedere le partecipazioni in Roma Multiservizi, Fondazione Insieme per Roma, Cisterna ambiente, Centro sviluppo materiali, Polo tecnologico industriale romano e Assicurazioni di Roma. L’Atac dovrà dismettere i sui pacchetti azionari di Trambus open, Bravobus, Sms Sicurezza mobilità, Consel Scarl, Banca Etica, Bcc Roma, Polo tecnologico industriale romano, Officina grandi riparazioni, Atac Patrimonio e Assicurazioni di Roma. Palazzo Senatorio dovrà poi dismettere le proprie quote in Aeroporti di Roma (dove detiene l’1,3 per cento del pacchetto azionario), Centro agroalimentare romano (28,3%), Centro ingrosso fiori (8,8%), Centrale del Latte (6,7 per cento) ed Eur spa

 

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