Unioni civili, ok del Senato

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Il Senato ha dato il via libera al maxiemendamento al ddl Cirinnà sulle unioni civili con 173 “sì”, 71 “no” e nessun astenuto. Il governo incassa la fiducia sul testo, frutto dell’accordo tra Pd ed Ncd, che ha espunto dalla formulazione originaria le disposizioni relative alla stepchild adoption e all’obbligo di fedeltà dei partner omosessuali. Il ddl ora passa alla Camera per l’ok definitivo.

Il provvedimento, in predicato diventare legge, scontenta, sia pur per ragioni diverse, le ali estreme di questa vicenda, le organizzazioni Lgbt e quelle legate alla famiglia. E se le associazioni gay annunciano il proseguimento della lotta nelle piazze, i cattolici del Family Day si appellano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché si faccia “garante” della democrazia, e mandano un messaggio al premier Matteo Renzi: “Si accorgerà di noi al referendum di ottobre”, quello sulle riforme costituzionali, dice il portavoce Massimo Gandolfini.

Lo stralcio della stepchild adoption è inaccettabile per il mondo gay e non basta ai cattolici, che vedono nel maxiemendamento in ogni caso il riconoscimento dei matrimoni tra omosessuali. L’intesa tra Renzi e Alfano mette dunque d’accordo due mondi opposti, distanti anni luce, che parlano in modi diversi di ‘pasticciaccio all’italiana’. Per il movimento lgbt questa “legge sulle unioni civili ignora completamente l’esistenza e le esigenze dei figli di coppie omosessuali, chiedendo alla magistratura di sbrigare da sola questo incredibile vulnus della nostra legislazione. Ponzio Pilato non sarebbe riuscito a fare di meglio”.

Il mondo cattolico ha fatto sentire la sua voce prima in un duro corsivo di Avvenire che contesta soprattutto il metodo, la fiducia. “C’è modo e modo di dettar legge, e questo non riesce proprio a convincerci”, si legge sul giornale dei vescovi. Il popolo del Family Day invece ha improvvisato una conferenza stampa davanti al Senato. La richiesta di fiducia sul maxiemendamento sulle unioni civili “è una procedura inaccettabile, inammissibile, sconcertante. La storia repubblicana non ha mai conosciuto un momento di protervia politica come questa”, dice Gandolfini che parla di “dittatura” e dice che di questa legge, anche nei contenuti, “non va bene niente”.

In aggiornamento

 

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1 COMMENT

  1. Ce ne ricorderemo al referendum ma anche alle elezioni, caro Renzi.
    Alfano non si capisce se fa il furbo o se proprio non ci arriva. In ogni caso anche lui rimarrà nella memoria degli elettori.

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