SPARATORIE IN MICHIGAN, FERMATO UN TASSISTA DI UBER Il sospettato è Jason Brian Dalton, un uomo bianco di 45 anni incensurato

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E’ stato arrestato il killer che la scorsa domenica ha ucciso sette persone, sparando dalla sua auto in corsa, apparentemente scegliendo le sue vittime a caso. Le sparatorie, presumibilmente tre, si sono verificate a Kalamazoo, una cittadina di 76 mila abitanti tra Detroit e Chicago, in Michigan, ed hanno riaperto il dibattito sull’uso facile delle armi in America contro cui Barack Obama ha imposto un giro di vite, che non è stato accolto di buon grado dal Congresso e dalle lobby delle armi.

Dopo una caccia all’uomo durata per circa sei ore, la polizia ha fermato un uomo bianco di 45 anni, Jason Brian Dalton, incensurato. L’uomo lavorava come tassista di Uber. Si è arreso senza opporre nessun tipo di resistenza, dopo che un agente ha riconosciuto la sua auto e lo ha aspettato all’uscita di un bar. Le vittime ”sembrano essere state scelte a caso”, ha spiegato Jeff Getting, il procuratore locale, escludendo complici e pure l’ipotesi terroristica. Quando è stato fermato, ha aggiunto, ”sembrava calmo”.

Tutto è cominciato verso le 18 locali, quando il sospetto avrebbe aperto il fuoco con una pistola semiautomatica sul parcheggio di una zona residenziale sparando su una donna, rimasta gravemente ferita, mentre i tre figli che la accompagnavamo sono rimasti illesi. Quattro ore dopo lo stesso uomo ha preso di mira il parcheggio di un concessionario d’auto, uccidendo due uomini, padre e figlio diciottenne. Altri 15 minuti e terza sparatoria su un altro parcheggio davanti ad un ristorante: quattro donne sono morte mentre una ragazza di 14 anni che si trovava con loro, e che in un primo momento era stata data per morta, è sopravvissuta ma è in gravi condizioni.

Le sparatorie sono oramai all’ordine del giorno negli Stati Uniti: nel 2015 ce ne sono state 330, che hanno ucciso o ferito almeno quattro persone, contro le 281 dell’anno precedente. Circa 30 mila americani muoiono ogni anno per la violenza legata alle armi da fuoco, di cui oltre la metà per suicidio. Ma questo non basta ad un Congresso dominato dai Repubblicani per contestare le restrizioni di ”buon senso” introdotte da Obama.

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