COSTITUZIONE, RENZI: “SE PERDO AL REFERENDUM AVRO’ FALLITO” Il premier nella conferenza di fine anno: "Più flessibilità dall'Europa? La do per scontata"

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renzi conferenza di fine anno

Europa e lavoro, riforme e crescita. Matteo Renzi ha tracciato il bilancio del governo nel 2015 durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, moderata dal presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino. Un incontro nel quale il premier ha, come di consueto, preso di mira i gufi, rappresentati nelle slide in cui ha illustrato i risultati ottenuti. Ogni diapositiva era divisa in due parti, sopra campeggiava il fumetto di un gufo con un messaggio di diffidenza su ogni argomento affrontato dall’esecutivo, sotto il traguardo raggiunto. “Il 2015 è andato meglio del 2014 – ha detto il premier -. È andato meglio delle nostre previsioni nel 2014: lo dice la realtà dei fatti. E’ stato un buon anno. Ha visto in alcune delle principali sfide un segno che torna positivo”. Ma per proseguire sulla strada delle riforme, questo il ragionamento di Renzi, l’Italia ha bisogno di un’Europa più aperta e che faccia rispettare le regole a tutti. Il presidente del Consiglio dà quindi “per scontato” che Bruxelles accolga le richieste di “flessibilità” sulla Legge di Stabilità.

Palazzo Chigi ha intenzione di proseguire sulla strada del rinnovamento, a partire dal mercato del lavoro, dove il Jobs Act, ha sostenuto il premier, produce i primi effetti positivi. Nonostante “il tasso di disoccupazione sia ancora troppo alto quando ti capita di essere fermato da un ragazzo che ti dice ‘ti ringrazio perché ho un contratto a tempo indeterminato’ ti rendi conto che tante polemiche sul jobs act hanno visto il 2015 portare un po’ di chiarezza, ci sono più tutele non meno tutele”. Tuttavia, ha proseguito, “ancora non basta, non sono soddisfatto del risultato”. Il 2016 si aprirà con il voto finale alla Camera sulla riforma della Costituzione, la grande sfida del governo. “Immaginiamo il referendum nel mese di ottobre 2016”. Sulla consultazione l’ex sindaco di Firenze metterà la faccia in prima persona, facendo campagna elettorale. “Se perderemo – ha aggiunto – considererò fallita la mia esperienza politica. Per qualcuno può essere un incentivo…”

L’attualità parla di emergenza smog nella grandi città. “Siamo passati da piove governo ladro a non piove governo killer – è stata la battuta del premier – ma l’Italia ha ridotto le emissioni ultimi 25 anni, non è merito governo Renzi, di almeno un quarto rispetto al 1990. Non tutti Paesi europei hanno fatto la stessa cosa”.

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