YAHOO! IN CRISI: AL VAGLIO LA VENDITA DELLE ATTIVITA’ Secondo il Wall Street Journal il consiglio di amministrazione starebbe considerando la dismissione delle sue attività e la cessione delle quote di Alibaba

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L’avventura in internet di Yahoo!, pioniere nel settore dei motori di ricerca e – prima dell’avvento di Google – uno dei giganti del web, potrebbe essere al capolinea. Secondo il Wall Street Journal (Wsj), infatti, il Cda starebbe per considerare la vendita delle sue attività principali e la cessione della sua partecipazione nel colosso cinese dell’e-commerce Alibaba. Nonostante la cura imposta negli ultimi 3 anni dal Ceo Merissa Meyer, la crisi di Yahoo! sembra non avere altri sbocchi, anche per l’esodo inarrestabile dei top manager del gruppo verso altre aziende rivali che potrebbe accelerare la fine dell’impresa. L’azienda, dopo un’età d’oro, ha vissuto un declino rivelatosi impossibile da fermare, incapace di reggere la concorrenza di altri gruppi. Il board, aggiunge il Wsj, dovrebbe cominciare un esame delle varie opzioni sul tavolo e proseguire i suoi lavori fino a venerdì. L’investimento in Alibaba, in particolare, vale più di 30 miliardi di dollari, pari al 15% delle azioni. Ma in vendita ci sono anche i servizi storici come le e-mail e le news.

È dal 2012 che il Consiglio di Amministrazione della società guidata dalla Meyer, ex dirigente Google e al momento in attesa dell’imminente nascita di due gemelli, sta tentando di risollevare le sorti della società pioniere di internet – lo storico primo grande motore di ricerca sul web – fondata nel 1994 da due semplici studenti della Stanford University. Nel 2008 Microsoft voleva acquistare Yahoo! per 44,6 miliardi di dollari ma, dimostrando scarso senso della realtà, il co-fondatore Jerry Yang aveva rifiutato l’offerta. Il problema principale oggi è che Yahoo non ha ricevuto alcuna assicurazione dal fisco americano sul fatto che la cessione delle azioni di Alibaba non sarà sottoposta alla normale tassazione statunitense. Una possibilità, questa, che farebbe perdere all’azienda una buona parte degli introiti.

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