LE SCUOLE CHE BOCCIANO GESÙ

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Luci, addobbi, il grande abete, di origini nordiche, tutto decorato, sistemato nell’atrio, e accanto il presepe, di ambientazione mediterranea, per ricordare la nascita di Gesù. Tutt’intorno, nastri rossi, agrifogli, fiocchi di neve e tante stelle luminose ritagliate su cartoncino, in una festa che nulla nega alle tradizioni di varia provenienza e, nonostante le contaminazioni interculturali, rispetta quella cristiana, europea, senza ferire le altre.

Molte scuole d’Italia si preparano così a vivere il Natale, dagli asili agli istituti superiori. Gli studenti si esercitano nei canti natalizi, per il classico concerto che annuncia il “lieto evento”, che non si esaurisce nella chiusura delle attività scolastiche per le vacanze. Tutto ciò non accadrà all’Istituto Garofalo di Rozzano. Il dirigente scolastico, Marco Parma, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle, ha deciso di vietarli per “non turbare la sensibilità” dei bimbi di altre fedi. Qui, l’integrazione è concepita come rinuncia all’identità. Il concerto di Natale è stato cancellato e i crocifissi rimossi. In nome del rispetto dell’altro, si manca di rispetto a se stessi, alla propria storia, alle proprie radici culturali, alla sensibilità e alla fede della maggioranza dei propri cittadini.

E così a Sassari, a San Donato, dove il consiglio dei docenti di una scuola primaria, guidata dalla dirigente Patrizia Mercuri, ha deciso di sospendere la tradizionale benedizione natalizia del Vescovo per non offendere i bambini non cattolici. Si è stabilito di portare i bambini “in visita” presso una parrocchia, accompagnati dai genitori. “Ci sono equilibri particolari e molto fragili. Qui tutte le culture hanno spazio”, commenta Mercuri. Eppure, a Gerusalemme, convivono pacificamente le tre religioni monoteiste, vivono insieme, pregano insieme. È la Città Santa per ebrei, cristiani e musulmani. Nessuno si sente offeso dalla fede dell’altro, nessuno è turbato.

Lo scorso anno, all’Istituto comprensivo Garofani, per Natale, i piccoli studenti cantavano “Jingle Bells”; quest’anno, alcuni genitori avevano chiesto al preside di inserire anche canti più propriamente religiosi, come “Tu scendi dalle stelle” o “Adeste fideles”. La risposta del dirigente scolastico è stata un secco “no”, in nome della “laicità della scuola pubblica”. Il saggio musicale slitterà al 21 gennaio, il programma prevede le filastrocche di Gianni Rodari e le canzoni di Sergio Endrigo”. In nome della laicità, invece del Natale, si celebrerà la “festa d’inverno”. Per i romani, era una festa pagana. Laicità, qui, significa anti‐cristianesimo. Uno schiaffo all’identità e alla tradizione italiana.

Per Parma, è il modo migliore per “rispettare le diversità”. La sua preoccupazione era che qualche genitore di religione non cristiana potesse essere “in imbarazzo” nel far partecipare i propri figli a una festa con canti religiosi cristiani. Così mostrando quanto gli appassionati della multiculturalità abbiano poca conoscenza dei contenuti delle fedi di cui si proclamano tutori. Saprebbero, altrimenti, che i musulmani onorano Gesù come il più grande profeta prima di Maometto e per gli ebrei, al massimo, i festeggiamenti cristiani rappresentano un folcklore, proprio come per i cristiani Babbo Natale. La decisione, infatti, non è andata giù agli studenti, a molti genitori e ad esponenti della politica bypartisan. Sono intervenuti, anche sui Social. Matteo Salvini, che ha pure donato un presepe all’istituto scolastico, su facebook ha scritto: “Secondo me presidi e insegnanti che cancellano il Natale, una festa di gioia e di pace, dovrebbero cambiare mestiere!”.

Anche il premier Matteo Renzi twitta: “Non si dialoga rinunciando al Natale”. Il deputato del Pd Edoardo Patriarca commenta: “Non è annullando la nostra identità che si tutelano le minoranze”. Il dirigente Parma non fa marcia indietro e chiude la porta della scuola in faccia a Gesù. Si cerchi una grotta, eventualmente, dove portare in visita “accompagnati” i bimbi non musulmani, non ebrei, non pagani, ma cristiani.

Se questo preside vuole estirpare ogni “pericolosa provocazione” cristiana dai programmi di studio avrà un bel lavoro da fare: storia, letteratura, arte, musica trasudano di religione cristiana. Perfino la lingua italiana nasce ufficialmente con San Francesco d’Assisi. Strano che non abbiano bandito la “Divina Commedia” di Dante. Annullare la nostra cultura, insieme alle nostre tradizioni religiose, in modo che nessuno si senta “offeso” è un’aggressione, non soltanto una provocazione, agli studenti di ogni religione, alla conoscenza, alla pace.

 

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7 COMMENTS

  1. Mi permetto di riportare parte della Sura IX del sacro Corano, ad uso evidentemente degli ignoranti che non conoscono il peso del Natale e di Maria per l’Islam.
    La traduzione in lingua Italiana è quella dell’UCOII

    Sura XIX
    Maryam (Maria)
    Pre-Egira. n°44 a parte i vv.58 e 71. Di 98 versetti
    Il nome della sura deriva dal versetto 16.
    In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
    o 1 Kâf, Hâ’, Ya’, ‘Aîn, Sâd.
    o 2 [Questo è il] racconto della Misericordia del tuo Signore verso il Suo servo Zaccaria,
    o 3 quando invocò il suo Signore con un’invocazione segreta,
    o 4 dicendo: «O Signor mio, già sono stanche le mie ossa e sul mio capo brilla la canizie e non sono mai stato deluso invocandoti, o mio Signore!
    o 5 Mia moglie è sterile e temo [il comportamento] dei miei parenti dopo di me: concedimi, da parte Tua, un erede
    o 6 che erediti da me ed erediti dalla famiglia di Giacobbe. Fa’, mio Signore, che sia a Te gradito!»
    o 7 «O Zaccaria, ti diamo la lieta novella di un figlio. Il suo nome sarà Giovanni A nessuno, in passato, imponemmo lo stesso nome».
    o 8 Disse: «Come potrò mai avere un figlio? Mia moglie è sterile e la vecchiaia mi ha rinsecchito».
    o 9 Rispose: «È così! Il tuo Signore ha detto: “Ciò è facile per me: già una volta ti ho creato quando non esistevi”».
    o 10 Disse [Zaccaria]: «Dammi un segno, mio Signore!». Rispose: «Il tuo segno sarà che, pur essendo sano, non potrai parlare alla gente per tre notti».
    o 11 Uscì dall’oratorio verso la sua gente e indicò loro di rendere gloria [al Signore] al mattino e alla sera.
    o 12 «O Giovanni, tienti saldamente alla Scrittura». E gli demmo la saggezza fin da fanciullo,
    o 13 tenerezza da parte Nostra e purezza. Era uno dei timorati,
    o 14 amorevole con i suoi genitori, né violento né disobbediente.
    o 15 Pace su di lui nel giorno in cui nacque, in quello della sua morte e nel Giorno in cui sarà risuscitato a [nuova] vita.
    o 16 Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente.
    o 17 Tese una cortina tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito, che assunse le sembianze di un uomo perfetto.
    o 18 Disse [Maria]: «Mi rifugio contro di te presso il Compassionevole, se sei [di Lui] timorato!».
    o 19 Rispose: «Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro».
    o 20 Disse: «Come potrei avere un figlio, ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?».
    o 21 Rispose:«È così. Il tuo Signore ha detto: “Ciò è facile per Me? Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. È cosa stabilita”».
    o 22 Lo concepì e, in quello stato, si ritirò in un luogo lontano.
    o 23 I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva: «Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!».
    o 24 Fu chiamata da sotto: «Non ti affliggere, ché certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi;
    o 25 scuoti il tronco della palma: lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi.
    o 26 Mangia, bevi e rinfrancati. Se poi incontrerai qualcuno,di’: «Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno».
    o 27 Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: «O Maria, hai commesso un abominio!
    o 28 O sorella di Aronne, tuo padre non era un empio né tua madre una libertina».
    o 29 Maria indicò loro [il bambino]. Dissero: «Come potremmo parlare con un infante nella culla?»,
    o 30 [Ma Gesù] disse: «In verità sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta.
    o 31 Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l’orazione e la decima finché avrò vita,
    o 32 e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento né miserabile.
    o 33 Pace su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita».
    o 34 Questo è Gesù, figlio di Maria, parola di verità della quale essi dubitano.
    o 35 Non si addice ad Allah prendersi un figlio. Gloria a Lui! Quando decide qualcosa dice: «Sii!» ed essa è.
    o 36 «In verità, Allah è il mio e vostro Signore, adorateLo! Questa è la retta via».
    o 37 Poi le sette furono in disaccordo tra loro. Guai a coloro che non credono, quando compariranno nel Giorno terribile.

  2. alleluia!!! sono anni che nelle scuole dei miei figli combattiamo per mantenere la NOSTRA cultura religiosa, in un’ottica di inclusione e non di eliminazione. Solo quest’anno noto un po’ di “sano orgoglio” anche da parte di noi cattolici. Grazie al Signore forse ci svegliamo un po’ …. 😉

  3. mi dispiace leggere di questi eccessi di zelo,che altro non sono modi esibizionistici… sono stata per ben due volte ,in anni diversi nella casa in cui si dice che Maria abbia trascorso i suoi ultimi anni,è in Turchia,accanto a me ,uomini,donne ,bambini delle religioni monoteiste,ebrei,musulmani e cristiani,con devozione e rispetto reciproco portavano una candela,pregavano,lasciavano biglietti con suppliche o ringrazziamenti…ed ognuno,fra noi sconosciuti scambiava ,un abbraccio,un sorriso,un segno di riconoscimento fraterno….questo…in un serial televisivo,storico e sufficientemente rigoroso delle fonti vi è un momento in cui un capo vichingo,chiede ad un frate ,fatto prigioniero e poi diventato amico”insegnami una preghiera del tuo dio,chissa che un giorno i miei dei e il tuo Dio possano pregare insieme-si inginocchiano e recitano il Padre Nostro……

    • Ho passato a più riprese assieme a mia moglie periodi di servizio ai cappuccini di Turchia proprio a Meriem Ana Evi (in turco: casa della madre Maria) e posso testimoniare la quantità di fogliettini di preghiere infilati nella corteccia degli alberi che la circondano, lasciati proprio dalle donne musulmane, specie quelle che non riescono a fare figli-

  4. siamo come sempre poco radicati nella cultura, non solo cristiana… non siamo convinti e non sappiamo dimostrare ai nostri ragazzi che la nostra civiltà è tale perché nasce dai principi cristiani di rispetto, libertà, fratellanza, dall’idea di “persona” …..

  5. Mi sembra che i personaggi in questione, favorevoli alla totale laicità della scuola, cadano in evidente contraddizione. Se non si vuole celebrare il Natale secondo le nostre tradizioni “per non offendere” chi non è cristiano, a che scopo le vacanze di Natale e dell’Epifania?. Chi non vuole il presepio DEVE continuare a lavorare, perché, a suo giudizio, sono giornate che per lui non significano nulla.

  6. Se il presepio offende i non cristiani, non sarebbe giusto abolire le vacanze natalizie? Il Natale dovrebbe offendere ben di più di un presepe!

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