Opinione

Cos’è un oratorio e qual è la sua missione

Tanti potrebbero essere i modi per descrivere cosa sia un oratorio e quale sia la sua missione, tanti quanti sono le 8000 esperienze (dati IPSOS) presenti nel territorio italiano, ma tutti sono accomunati dalla stessa identità: “L’oratorio esprime il volto e la passione educativa della comunità, che impegna animatori, catechisti e genitori in un progetto volto a condurre il ragazzo a una sintesi armoniosa tra fede e vita” (Educare alla vita buona del Vangelo).

Ecco, l’oratorio è la passione educativa della comunità, una passione che non è mai venuta meno, neanche nel tempo difficile della pandemia, e che ora sta riprendendo vigore in vista dell’estate. Abbiamo, infatti, assistito durante il lockdown e poi nell’Italia divisa “a colori” ad un’infinità di attività promosse dagli oratori, da remoto o in presenza, per non lasciare le giovani generazioni in balia dell’emergenza sanitaria e delle sue conseguenze. Questo perché la passione e l’amore per ciò che si è e si fa non si spegne facilmente, come afferma il Cantico dei Cantici, “Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo” (8, 7).

Ed il fiume in piena del Coronavirus che ha travolto anche gli oratori, modificandone la presenza, le modalità, le attività, non ha affievolito l’entusiasmo ed il desiderio nel portare avanti la propria mission educativa. Ora, però, che l’estate è alle porte e l’Italia sta tornando poco a poco “bianca” la comunità, con i suoi animatori, catechisti, volontari, educatori e famiglie, si sta riorganizzando per proporre le attività estive in oratorio, mettendo da parte le piattaforme per le videoconferenze.

D’altronde, già nell’aprile 2020 papa Francesco metteva in guardia la comunità cristiana dal non assuefarsi alla virtualità, perché caratteristica propria è la familiarità concreta, la vicinanza, il contatto, la presenza, e di tutto questo l’oratorio non può farne a meno tanto che si moltiplicano nei social media parrocchiali gli avvisi per l’“estate ragazzi”, per i “Gr.Est.” o per i “campi estivi”. Chiaramente tutto in sicurezza, seguendo le Linee guida per la gestione in sicurezza di attività educative non formali e informali, e ricreative, volte al benessere dei minori durante l’emergenza COVID-19, pubblicate dal Dipartimento per le politiche della famiglia il 21 maggio scorso.

Dunque, si prospetta un’estate ricca per le giovani generazioni, e non solo, grazie alla passione delle Pastorali giovanili diocesane e di tante associazioni che con caparbietà si sono assunte insieme agli oratori presenti nel territorio l’impegno di continuare a educare i più giovani anche nel momento storico che si sta vivendo.

don Francesco Verzini

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