Opinione

L’arte di raccontare la famiglia in un libro

Fervono i preparativi per la serata finale del Premio “Pontremoli Città del Libro e della Famiglia”, in calendario per il 31 luglio alle 21:00 nella splendida cittadina toscana che ha fatto dei libri e della diffusione della cultura una vocazione. Madrina della serata sarà Beatrice Fazi.

Intanto, la commissione valutativa, composta da membri altamente qualificati, designati dal Comune di Pontremoli, dal Forum delle Associazioni Familiari e dalla Fondazione “Città del Libro”, ha scelto i sei testi finalisti, tra i tanti segnalati dai lettori, dalle Associazioni e dai Forum regionali delle Associazioni Familiari.

I titoli finalisti sono: La piccola Parigi” di Massimiliano Alberti (Infinito), Se fossi in te di Susanna Bo (San Paolo), La prima figlia di Anna Pavignano (E/O), Volevo una mamma bionda di Susanna Petruni (Piemme), Il precipizio dell’amore di Mariangela Tarì (Mondadori) e Adesso che sei qui di Mariapia Veladiano (Guanda).

Esistono libri che parlano di famiglia? La letteratura, da quando è nata come linguaggio che interpreta il mondo, racconta storie di famiglia. Così è per i poemi omerici, con la delicata Ettore e Andromaca o il desiderio di casa di Ulisse, per il desiderio d’amore di Dante o per il racconto di Renzo e Lucia. La famiglia non è il soggetto del racconto. I protagonisti sono altri. Eppure, in filigrana appare costantemente quella relazione familiare che, grazie al di più che promuove l’umano, permette alle giovani generazioni di diventare donne e uomini capaci di farsi carico della vita propria e degli altri.

I libri scelti riescono a raccontare la famiglia nella sua straordinaria normalità. Il lettore si riconosce e si ritrova nei personaggi, nei luoghi, nelle atmosfere narrate. Ognuno dei sei libri narra storie di famiglia, raccontando altre storie. C’è il tema dell’adolescenza, del figlio sognato, della città amata, dell’adozione, della malattia dei figli o della fragilità degli anziani. Gli autori, raccontando anche un po’ di sé, sono riusciti a dire un po’ di noi, della bellezza dei legami che rendono la vita più leggera da portare, nonostante i problemi e le sfide di ogni giorno. Ogni libro regala emozioni, sensazioni, anche reazioni, che appartengono all’autore, ma diventano sempre nuove nel lettore. In fondo, la famiglia questo è: luogo in cui si impara ad esistere e ad esserci, con tutta la verità che essere sé stessi, senza ruoli e senza maschere, impone. Si vedono i difetti e le rughe in questi testi, nella consapevolezza che dalle crepe entra la luce, ma, soprattutto, da quelle ferite risanate o riconciliate può venire bellezza per il mondo.

Tra i sei libri finalisti, nel corso della serata del 31 luglio la commissione voterà il vincitore, in presenza del notaio e degli autori, che parteciperanno ad un evento reso possibile grazie alla loro arte e al loro talento.

Pinella Crimì

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