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Corsa al Colle, bagarre politica: appello di Fico ai partiti

Una votazione al giorno e tempi leggermente allungati. Il presidente della Camera, Roberto Fico, si dice certo che l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica non influenzerà la situazione politica. Non solo. Il capo di Montecitorio sostiene che arrivare al 3 febbraio, ovvero la naturale scadenza del mandato di Sergio Mattarella, “sarebbe un po’ sui generis”. Nel suo intervento a Mezz’ora in più, su Rai 3, Fico ha fatto il quadro anche sul sistema di voto che, al momento, impedisce ai positivi di votare: “Abbiamo avuto una conferenza dei capigruppo dove è stato sollevato questo problema e ne abbiamo una anche domani. L’ istruttoria continua. Questa decisione non comporta alcuna violazione della procedura né costituzionale”. Ma il discorso del presidente della Camera include anche un appello ai partiti. Anzi, un richiamo alla responsabilità di “arrivare a un nome il più possibile condiviso… Oggi quella responsabilità è ancora più alta, perché siamo in un’emergenza conclamata e dobbiamo riuscire a fare tutto quello che serve al nostro popolo”.

Fico: “Al Quirinale un profilo di alta moralità”

L’auspicio è che si giunga a “un profilo di alta moralità, aderente alla nostra Costituzione e ai principi e valori forti che rappresentano in tutto e per tutto il nostro Paese, che è un Paese dove c’è una grande civiltà”. Secondo Fico, “un presidente deve essere ancorato a questi valori di una grande Repubblica, troppo spesso bistrattata”. Nessun nome chiaramente, se non rammentare che di profili simili “ce ne sono molti”. Al momento, però, è proprio il toto-nomi a tenere banco. Il Centrodestra ha ormai ufficialmente puntato su Silvio Berlusconi, con una lettera firmata dalle tre forze della coalizione e indirizzata all’ex premier, affinché sciolga le riserve e accetti l’investitura di candidato. Una strategia che al Centrosinistra fa storcere la bocca.

Una figura istituzionale

Secondo il segretario del Pd, Enrico Letta, il rischio è quello del vicolo cieco. Secondo l’ex presidente del Consiglio, che sul punto converge col Movimento 5 Stelle, al Quirinale serve una personalità istituzionale in grado di mettere d’accordo le correnti politiche del Parlamento. Un profilo che non si attaglierebbe a quello di Berlusconi. Anche da qui, però, per il momento non arrivano nomi. “Dobbiamo trovare un’intesa su un presidente istituzionale, super partes e sulla prosecuzione della legislatura per affrontare Covid, Pnrr e il drammatico caro energetico che impatta sulle bollette”. Più chiare, invece, le idee degli ex parlamentari M5s, secondo i quali il vicepresidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena corrisponderebbe al profilo giusto per il Colle. Un’investitura che, però, non è stata accettata dall’interessato.

Damiano Mattana

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