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Oltre 4 milioni di italiani vivono in Comuni senza sportelli bancari

Diminuiscono gli sportelli bancari e aumentano gli italiani che vivono in Comuni dove non sono aperte filiali, non solo nei centri di piccole dimensioni. E i numeri sono destinati a crescere, secondo First Cisl.

I numeri

Continua il taglio delle filiali da parte delle banche e il sindacato categoria First Cisl denuncia come “per molti italiani recarsi in banca sta diventando un lusso. Nel 2022 le banche hanno chiuso 554 sportelli sul territorio nazionale, un’ulteriore contrazione del 2,6% rispetto al 2021″. Per la First, che elabora i dati resi disponibili a fine dicembre 2022 da Bankitalia e Istat, “il numero di persone che non hanno accesso ad una filiale nel comune di residenza: sono oltre 4 milioni, quasi 250mila in più di un anno fa. Numeri destinati a crescere: circa di 6 milioni di italiani, residenti in comuni nei quali è rimasto un solo sportello, rischiano di trovarsi a breve nella stessa condizione”.

Il “deserto”

“La fuga delle banche dai territori non investe solo i centri di piccole dimensioni: tra i comuni completamente desertificati 9 hanno più di 10mila abitanti, mentre tra quelli con un solo sportello 12 sono al di sopra dei 15mila abitanti. Confrontando i numeri con quelli di un anno fa emerge inoltre che il fenomeno non avanza in modo omogeneo tra le diverse aree del Paese. Nel 2022 le regioni più colpite sono state Lombardia (-3,6%), Lazio (-3,5%), Molise (-3,4%), Friuli Venezia Giulia (3%). Nel complesso, a livello nazionale, la perdita di sportelli è stata del 2,6%.

Colombiani (First Cisl): “Avvicinare i servizi della Pa”

“Le banche dovrebbero riflettere sulle conseguenze delle chiusure per la coesione sociale ed economica del Paese – commenta il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani. “Il progetto Polis, con cui Poste Italiane investirà 1,2 miliardi di euro – afferma – punta ad avvicinare i servizi della pubblica amministrazione ai cittadini integrando la rete fisica degli sportelli con il canale digitale”. Per il segretario si tratta di “un’iniziativa che le banche dovrebbero valutare con molta attenzione per ricercare soluzioni indirizzate all’erogazione di servizi ai clienti compatibili con l’attività bancaria, al fine di diversificare le fonti di ricavo e al contempo ampliare il patrimonio informativo determinante per le politiche del risparmio e del credito”.

Fonte Ansa

redazione

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