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Juve, la Coppa Italia è tua

Nella notte della Coppa Italia, sul prato dell’Olimpico brilla la stella di Massimiliano Allegri. La sua Juve doma l’Atalanta e conquista il quindicesimo trofeo nazionale. Meglio la Juve che ha creato molto, ha segnato un gol, uno gli è stato annullato per un fuorigioco millimetrico, un rigore che poteva starci per fallo a palla lontana su Chiesa. Una vittoria legittimata dalla prestazione che ha premiato la squadra migliore, quella di Allegri, che innegabilmente ha giocato meglio. L’Atalanta? Si è vista a sprazzi e non ha mai dato la sensazione di poterla riprendere.

Le scelte di Gasp e Allegri

Emozioni allo Stadio Olimpico di Roma, teatro della finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus, la prima delle due finali per la Dea che la prossima settimana scenderà in campo a Dublino per la finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen. Olimpico sold out. Gasperini (3-4-2-1) deve fare a meno dello squalificato Scamacca, punta sulla consistenza di De Ketelaere falso nove. Alle sue spalle Koopmeiners, Lookman. In mezzo Pasalic ed Ederson, con Zappacosta e Ruggeri esterni. Dietro, Carnesecchi tra i pali, davanti a lui De Roon, Djimsiti e Hien. La sorpresa di Allegri (3-5-2) è Nicolussi Caviglia a centrocampo insieme a Cambiaso e Rabiot, con McKennie e Iling Junior esterni. Dietro, Perin tra i pali, davanti a lui Gatti, Bremer e Danilo. Di punta Vlahovic e Chiesa. Fischia Maresca di Napoli. 

Sblocca subito Vlahovic

L’Atalanta parte ad andamento lento, la Juve come una jena ad aggredire l’avversario tanto da sbloccarla dopo appena una manciata di minuti. Azione che parte da Cambiaso che premia l’inserimento di Vlahovic che scatta sul filo del fuorigioco e di prima intenzione fa secco Carnesecchi: 1-0 Juve. L’Atalanta non si scuote neppure dopo aver subito lo svantaggio e la Juve insiste, ma Gatti non è pronto sull’invito di McKennie. L’Atalanta è la falsa copia di quella vista domenica contro la Roma, anche se con il passare dei minuti i bergamaschi aumentano i giri del motore, ma conclusioni sempre ribattute dal muro juventino. Buona volontà , ma dietro la Juve è messa bene e la Dea non graffia.

Meglio la Juve

All’intervallo cambia subito Gasperini, inserendo Touré al posto di De Ketelaere. L’Atalanta spinge, occasione per Lookman che calcia da fuori, palla deviata che sfiora il palo.  Contatto in area Chiesa-De Roon, Maresca fa proseguire, ma i dubbi restano, mentre Gasperini prepara tre cambi: fuori Hien, Zappacosta e Pasalic, dentro Hateboer, Scalvini e Miranchuk. Primo cambio anche per Allegri che richiama Nicolussi Caviglia, dentro Miretti. La partita si accende, con l’Atalanta chiamata a spingere. Tourè si gira bene, palla ribattuta, poi micidiale contropiede di Chiesa, fondamentale chiusura di De Roon che poi si infortuna e costringe Gasperini all’ultimo cambio inserendo Toloi. Altro cambio anche per Allegri che toglie Chiesa per inserire Yildiz. Occasionissima per Miranchuk che si ritrova una palla ghiottissima a centro area, ma spara in curva. La Juve è attenta, dietro concede nulla e quando riparte con le sue frecce, sono dolori. Vlahovic mette dentro la palla del possibile 2-0 toccando di testa un centro di Cambiaso, e fa esplodere l’Olimpico bianconero, ma la strozza resta in gola perché il Var ravvisa una posizione irregolare del serbo. Si resta sull’1-0. Atalanta a trazione anteriore, ma lascia spazi invitanti per i bianconeri. Doppio cambio Juve: fuori Vlahovic e Cambiaso, dentro Milik e Weah. Splendida azione dei bianconeri, tutta di prima con palla che arriva a Miretti che incrocia, palla sulla traversa. La Juve sta meglio e lo dimostra in un finale dove affonda la lama nelle maglie nerazzurre.  Sei minuti di recupero che diventeranno nove, con l’ultimo acuto nerazzurro, conclusione di Ederson, Perin c’è. Allegri è infastidito dalla direzione di Maresca, non ne può più, protesta, butta giacca e cravatta, Maresca lo spedisce fuori. Il veleno nella coda, ma alla fine, vince la Juve. Con merito.

Massimo Ciccognani

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