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Israele pronto a reagire: “Esigeremo un prezzo prima o poi”

L’attacco dell’Iran contro Israele non resterà impunito. È quanto traspare dalle parole del ministro della Difesa, Benny Gantz, secondo il quale Tel Aviv “esigerà un prezzo” per quanto accaduto, anche se “nel modo e nel momento” che Israele stesso deciderà. Nonostante Teheran abbia dichiarato “chiusa la questione” e la Comunità internazionale abbia fatto quadrato per evitare l’escalation, le tensioni in Medio Oriente restano altissime.

Israele all’Iran: “Esigeremo un prezzo”

“Costruiremo una coalizione regionale contro la minaccia dell’Iran ed esigeremo un prezzo nel modo e nel momento che ci conviene“. Lo ha detto il ministro del Gabinetto di guerra Benny Gantz. “L’incidente non è finito – ha aggiunto – l’alleanza strategica e il sistema di cooperazione regionale che abbiamo costruito devono essere rafforzati”. Poi ha sottolineato che Israele non ha ancora portato a termine “i suoi compiti: il ritorno delle persone rapite e l’eliminazione delle minacce per gli abitanti del nord e del sud”.

La posizione della Nato

La Nato condanna l’attacco notturno dell’Iran su Israele come una “escalation” dell’instabilità regionale, invitando con urgenza “moderazione” da tutte le parti. “Condanniamo l’escalation notturna iraniana, invitiamo alla moderazione, mentre monitoriamo gli eventi da vicino. E’ di vitale importanza che il conflitto in Medio Oriente non vada fuori controllo”, ha dichiarato il portavoce dell’Alleanza atlantica Farah Dakhlallah.

La condanna dell’Europa

Il Governo italiano ribadisce la condanna agli attacchi iraniani contro Israele. La presidenza italiana del G7 ha organizzato per il primo pomeriggio di oggi una conferenza in collegamento a livello dei leader. Esprimiamo forte preoccupazione per una destabilizzazione ulteriore della regione e continuiamo a lavorare per evitarla”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

“Condanno con la più grande fermezza l’attacco senza precedenti lanciato dall’Iran contro Israele, che minaccia di destabilizzare la regione”, ha scritto in un messaggio pubblicato su X il presidente francese, Emmanuel Macron, esprimendo “solidarietà al popolo israeliano” e sottolineando “il legame della Francia alla sicurezza di Israele, dei nostri partner e alla stabilità regionale”. “La Francia lavora per la de-escalation con i propri partner e chiede moderazione”, conclude Macron.

“L’attacco aereo sul territorio israeliano lanciato dall’Iran è irresponsabile e ingiustificabile”, afferma il cancelliere tedesco Olaf Scholz aggiungendo che così Teheran rischia di causare “una conflagrazione” nella regione.

Metsola: “Escalation grave”

“L’attacco senza precedenti dell’Iran con droni e missili contro Israele è una grave escalation – scrive su X la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola – . Rischia di scatenare un ulteriore caos in tutto il Medio Oriente. L’Ue condanna l’attacco con la massima fermezza e continuerà ad adoperarsi per ridurre l’escalation e impedire che la situazione degeneri in un ulteriore spargimento di sangue”.

“Condanno fermamente la grave escalation rappresentata dall’attacco dell’Iran contro Israele e chiedo la cessazione immediata di queste ostilità”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, dicendosi “profondamente allarmato per il pericolo reale di una devastante escalation a livello regionale”. “Esorto tutte le parti a esercitare la massima moderazione per evitare qualsiasi azione che possa portare a scontri militari su più fronti in Medio Oriente – ha aggiunto – Né la regione né il mondo possono permettersi un’altra guerra”.

Sanchez: “Sempre contrari a forme di violenza”

‘Dopo una lunga notta in cui è stata confermata il livello dell’attacco perpetrato dall’Iran, il governo di Spagna lo condanna, come ha condannato e condannerà sempre ogni forma di violenza che attenti alla sicurezza e al benessere di civili innocenti”. Il premier spagnolo Pedro Sanchez in un messaggio oggi su X ha condannato l’attacco di Teheran e ha esortato “responsabilità e moderazione” da parte dei leader internazionali per “evitare a ogni costo un’escalation”. “Dobbiamo imparare dalla storia e trovare un modo di risolvere i conflitti per via diplomatica, evitando a ogni costo escalation ancora maggiore”, ha insistito il presidente del governo spagnolo. Anche il ministro degli Affari Esteri, José Manuel Albares, in un messaggio su X ha biasimato gli attacchi, che “costituiscono un passo molto grave verso l’escalation nella regione”. “Spagna continua a essere impegnata per la stabilità regionale e la pace”, ha concluso.

Fonte: Ansa

redazione

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