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Caro energia, Federconsumatori: “Rischiamo una nuova impennata”

Un anno fa, lo scenario che ci accompagnava all’ingresso della stagione fredda non era così diverso da quello attuale. Con la differenza, non trascurabile, che ora i fronti bellici sono due, almeno ragionando su quelli più vicini, geograficamente e a livello geopolitico. Il risultato è un quadro peggiorato e, soprattutto, un’incertezza di fondo che impedisce ai consumatori di ragionare a lungo termine in modo sereno. Perché l’inverno è alle porte e, sia pure con un clima fin qui abbastanza clemente, è lecito aspettarsi l’abbassamento fisiologico delle temperature da qui alle prossime settimane. Senza alcuna garanzia che il costo della materia prima – gas in primis – sia effettivamente proporzionato alla logica del consumo domestico.

La corsa del gas

Fin qui un vero e proprio “rally” dei prezzi non c’è stato ma il prezzo del gas viaggia a medie sostenute (ultimo giro ad Amsterdam addirittura a 52 euro al megawattora, uno scatto del 13% in più), con un rialzo complessivo del 40% nell’ultima settimana. Un aumento rapido dovuto anche e soprattutto al conflitto in corso ma anche agli scioperi in Australia e al danneggiamento del gasdotto che collega Finlandia ed Estonia, per il quale si ipotizza un sabotaggio. Un clima di tensione generale che non lascia tranquilli i mercati e, per estensione, nemmeno i consumatori. Con l’ulteriore variabile che una crisi combinata possa rendere meno incisivo del passato l’apporto degli stoccaggi.

Il quadro di partenza

Eppure i presupposti erano diversi “I prezzi dell’energia – ha spiegato a Interris.it Fabrizio Ghidini, presidente di Federconsumatori Parma e responsabile del settore energia -, o meglio del gas, che determinano anche quelli dell’energia elettrica, erano già in crescita. Con un’ulteriore impennata dovuta all’aggressione della Russia all’Ucraina. Poi, quegli incrementi che hanno raggiunto il picco nell’agosto del 2022, hanno iniziato a scendere a fine anno, soprattutto grazie a stoccaggi e nuovi fornitori”. Dall’inizio del 2023, fino a luglio-agosto, i prezzi sono scesi e, negli ultimi due mesi, hanno iniziato a salire di piccolissime percentuali. Nell’ultima variazione, a inizio ottobre, l’aumento era del 4% sull’indice PSV, utilizzato in Italia per determinare i prezzi per i clienti a mercato tutelato e per buona parte di quelli a mercato libero a prezzo variabile”.

Le stime saltate

Un quadro definito, pur conscio della sensibilità propria del settore energetico. Tanto che “come Federconsumatori, avevamo dato una serie di indicazioni agli utenti, anche in vista della fine del mercato tutelato. Con lo scoppio della guerra tra Israele e Hamas, le previsioni sui prezzi sono saltate tutte, col prezzo del gas sul mercato internazionale schizzato due giorni fa a 50 euro al megawattora“. Il problema è proprio nell’incertezza di fondo dovuta all’instabilità geopolitica: “Con questa guerra – ha spiegato Ghidini – si potrebbero aprire scenari geopolitici molto complessi e che oggi si fa fatica a immaginare. Quella relativa ‘calma’ sui prezzi del gas oggi è assolutamente precaria. È plausibile una nuova impennata: le tensioni si scaricano sui prezzi della materia prima e, quindi, sulle famiglie”.

Le richieste di Federconsumatori

Considerando variabilità e rischi impliciti, Federconsumatori ha invitato il Governo a provvedimenti rapidi per contrastare il caro energia. In primis, ha precisato Ghidini, “sospendere le procedure di chiusura del mercato tutelato di gas ed energia elettrica. Non è la fase migliore per avviare questo tipo di cambiamento che coinvolge milioni di utenti. Secondo, non abbassare la guardia sugli aiuti in materia di energia: è necessario che per i prossimi mesi gli aiuti non vengano perlomeno ridotti, cosa che in parte è già accaduto”.

Del resto, è noto che il susseguirsi di criticità, dapprima dovute al Covid e successivamente alle varie instabilità geopolitiche, abbia gravato sul potere d’acquisto delle famiglie. Molte delle quali si sono viste costrette a intaccare i propri risparmi: “Aggiungiamo poi che la Manovra non avrà effetti espansivi sull’economia e l’aumento dei tassi di interesse della Bce per contrasto all’inflazione, che ha costretto famiglie a esborsi molti alti ed è una misura che ha rallentato l’economia”.

Sofferenza psicologica

Senza contare che le misure di sostegno rischiano di lasciar fuori le fasce di mezzo, ossia “coloro che non appartengono alle fasce dei poverissimi”. Uno stato di quiescenza destinato a esplodere su una cittadinanza già fortemente gravata dall’emergenza sanitaria degli anni scorsi: “Ci sono sempre più segnali e dati di una crescente sofferenza, anche psicologica, tra i cittadini italiani, di tutte le età. Ci sono dei dati in esplosione. Le soluzioni non sono certamente facili ma il quadro in cui ci muoviamo è questo”.

Damiano Mattana

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