Agricoltura sociale, l’inclusione sociale del progetto “Il sale della terra”

Agricoltura per tutti. “Il progetto il ‘Sale della Terra’ è stato l’occasione di sperimentare percorsi virtuosi tra il mondo agricolo e quello sociale – afferma Aldo Castello del CEIS Genova capofila degli enti per l’iniziativa solidale-. La partnership ha lavorato unita e collaborativa. E sta continuando a sviluppare nuove opportunità legate all’agricoltura sociale. Auspichiamo che le istituzioni finanzino anche nella prossima edizione dei fondi destinati all’agricoltura questa misura. Per arrivare a creare attività stabili che possano innescare una cultura di collaborazione e sviluppo. Soprattutto nelle aree interne del nostro territorio”. Per agricoltura sociale si intende un intervento che recupera la funzione sociale che l’agricoltura aveva nella società rurale.

Agricoltura solidale

Solidarietà, integrazione, valorizzazione della dimensione relazionale. E che la mette a disposizione dei servizi alla persona. Chiunque può partecipare all’agricoltura sociale, inclusi i giovani, i disoccupati, le persone con disabilità e i migranti. L’agricoltura sociale può essere praticata in diverse forme. Come i giardini urbani, le fattorie sociali, i progetti di agricoltura biologica e comunitaria. Più di trenta mesi di lavoro, dall’agosto del 2020 al marzo del 2023, per lo svolgimento di trenta percorsi di inclusione socio-lavorativa e due ambiti di interventi continuativi. Ossia educazione e formazione, percorsi di inclusione sociale e d’accoglienza. Sono questi i punti fondamentali del progetto di agricoltura sociale. “Il Sale della Terra” si è svolto in Valpolcevera e in Vallescrivia. Coinvolgendo Regione Liguria e, in special modo, i comuni di Busalla e Serra Riccò.

Sviluppo dell’agricoltura

Il “Sale della Terra” è nato per avvicinare il mondo agricolo al sociale. Favorendo le attività di inclusione e riabilitazione sociale. È stato realizzato grazie al finanziamento della Regione Liguria tramite la misura 16.9 “Agricoltura sociale” del Programma di Sviluppo Rurale. Uno stanziamento da 198 mila euro al progetto in cui hanno lavorato 19 enti 40 addetti e 10 volontari. Con la presa in carico di cinquanta persone segnalate dai servizi sociosanitari del territorio metropolitano genovese. L’iniziativa. con capofila il Ceis Genova (Centro di Solidarietà di Genova), è stato portato avanti in partnership con 11 imprese agricole. E con una stretta Alleanza delle Cooperative (Ceis Genova, Coserco, CISEF, Isforcoop, Confcooperative, Futuro Anteriore) . A ciò si aggiunge il supporto dei comuni di Serra Riccò e Busalla. Tra le aziende che hanno partecipato il Boschetto di Campi, Ottonello Rita, Agriturismo Terra e Cielo, Azienda Agricola il Mezzano. Risso Riccardo, Azienda Agricola La Fattoria di Marta, Torre Luca. Azienda Agricola Cascina Castello, Scolaro Maria Giulia. Autra Soc Semplice Agricola, Jb Rosefarm.

Prospettive future

La Regione Liguria ha reso noti i risultati e le prospettive future di un settore che ha una valenza strategica. Per il possibile contributo allo sviluppo socio economico dei territori rurali. E che permette di creare nuove opportunità di occupazione e reddito per le imprese agricole. Incidendo nell’inclusione sociale delle categorie fragili della popolazione. “L’aspetto più importante del progetto il ‘Sale della Terra’ è la replicabilità e la sostenibilità di questi percorsi di agricoltura sociale”, afferma il vicepresidente ligure con delega all’Agricoltura Alessandro Piana -. L’obiettivo è promuovere un profondo cambiamento culturale e del mondo lavorativo. Attraverso la multifunzionalità delle aziende agricole, la costituzione e il consolidamento nel tempo di relazioni positive. Nonostante le difficoltà determinate dalla pandemia, il progetto si è svolto secondo le attività previste. Coinvolgendo attivamente le realtà agricole e i destinatari finali delle azioni. Fino a inserire gli idonei in percorsi di inclusione socio-lavorativa“.

Effetto positivo

Alessandro Piana ringrazia “tutti gli enti, le associazioni, le aziende, i partecipanti e i volontari che hanno portato avanti il ‘Sale della Terra’. Un’esperienza che mostra un effetto positivo sul mondo agricolo e decisivo sul fronte della sensibilizzazione. E sulla creazione di reti tra enti e soggetti diversi. Ciò al fine di offrire la possibilità di servizi alla popolazione. E di sostenere la persistenza dell’agricoltura in territori ad alto rischio di abbandono”. Il personale della Regione ha supportato e aiutato i volontari a realizzare il progetto.

Welfare di comunità

“La connessione tra il settore agricolo e quello sociale realizza una funzione secondaria, ma non scontata. Quella che l’agricoltura aveva già nella società rurale. Cioè quella della solidarietà, dell’integrazione e della valorizzazione della dimensione relazionale – dichiara l’assessore Giacomo Giampedrone – Il lavoro diventa così, grazie a progetti come ‘Il Sale della Terra’, una dimensione fondamentale. Attraverso cui è possibile sperimentare sé stessi all’interno di un contesto protetto, in una società realmente inclusiva“. Grazie a questo progetto “ben 50 persone hanno avuto l’opportunità di attivarsi in percorsi di inclusione lavorativa e reinserimento“. precisa Giampedrone. Un risultato importante reso possibile dal Ceis come capofila. Dagli altri enti del terzo settore partner del progetto. Dai volontari. E dalle aziende agricole dei comuni di Busalla e Serra Riccò che hanno aderito all’iniziativa in un’ottica di welfare di comunità”.

 

Giacomo Galeazzi

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