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Case per l’infanzia maltrattata. Cesvi contro il “detonatore sociale” della violenza sui minori

Sos infanzia. Le conseguenze socioeconomiche della pandemia hanno aumentato in modo drammatico tutti i fattori di rischio. Ossia le cause che sono alla base del maltrattamento dei minori. E che in molti casi agiscono da detonatore in situazioni di disagio pregresso. L’allarme riguarda in particolare povertà e disoccupazione. Deterioramento della salute mentale. Isolamento e contrazione delle relazioni sociali. Infanzia maltrattata, quindi. Così le Case del Sorriso di Cesvi arrivano in Italia. La prima a Bari. Mentre la Puglia è tra le Regioni con i dati più allarmanti sul benessere dei minori. L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia è un’indagine statistico-quantitativa elaborata da Cesvi. Un team di ricerca stima la vulnerabilità dei bambini al fenomeno del maltrattamento nei diversi territori italiani. Analizzando i fattori di rischio sul territorio. E la capacità delle amministrazioni locali di prevenire il fenomeno. E di contrastarlo tramite i servizi offerti. Il risultato è una graduatoria basata su 64 indicatori classificati rispetto a sei diversi parametri. Capacità di cura di sé e degli altri. Di vivere una vita sana. Di vivere una vita sicura. Di acquisire conoscenza e sapere. Di lavorare e di accesso a risorse e servizi.

Tutela e prevenzione

Le azioni legate al progetto delle Case del Sorriso sono condotte grazie al lavoro di psicologi, assistenti sociali ed educatori. Attraverso il coinvolgimento della comunità. Per aumentare la consapevolezza e diffondere buone pratiche. Spiega Roberto Vignola, vicedirettore generale di Fondazione Cesvi: “Ormai da anni abbiamo intensificato l’impegno a favore dei minori in difficoltà in Italia. Abbiamo portato nel nostro Paese le Case del Sorriso. Frutto dell’esperienza consolidata nel mondo”. In questo modo, aggiunge Vignola, “vogliamo contribuire alla lotta alla povertà. Al maltrattamento. Alla trascuratezza e alla dispersione scolastica. Incentivando i bambini in situazioni di vulnerabilità a realizzare le proprie ambizioni”. Il maltrattamento all’infanzia è un problema tanto diffuso quanto poco conosciuto. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che per ogni caso denunciato altri nove non vengano alla luce. “Con le Case del Sorriso intendiamo sostenere i bambini, le famiglie e le comunità. Attivando un circolo virtuoso che porti con sé tutela e prevenzione“.

Infanzia a rischio

In Italia, secondo l’Indice Cesvi sul benessere dell’infanzia, la Lombardia è il fanalino di coda del Nord Italia. Ed è la Regione che registra i peggioramenti più significativi rispetto alla precedente edizione dell’Indice. Situazione che la rende vulnerabile nonostante si collochi al 10° posto dell’indagine. Combinando situazioni ambientali favorevoli con sistemi di servizi inferiori alla media nazionale. Dall’indagine emerge, inoltre, l’immagine di un’Italia a due velocità. Con le Regioni più virtuose al Nord e quelle con maggiore criticità al Sud. Tra le prime spicca l’Emilia-Romagna al primo posto, seguita da Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Liguria. Tra le seconde, nelle ultime quattro posizioni, oltre a Campania e Puglia, ci sono Sicilia (19°) e Calabria (18°). “L’intervento delle Case del Sorriso è nato per tutelare minori in condizione di vulnerabilità nel mondo– spiegano i promotori dell’iniziativa- Il progetto viene adesso replicato nel nostro Paese dopo le esperienze maturate da Haiti al Brasile all’India. L’apertura è avvenuta in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia”. In questo modo la fondazione Cesvi risponde al peggioramento del benessere dei minori. E all’aumento del rischio maltrattamento causati dalle crisi degli ultimi anni. Cesvi, infatti, porta anche in Italia le Case del Sorriso. Spazi per la tutela dell’infanzia operativi da anni negli altri continenti. E cioè in Brasile. Haiti. India. Sudafrica. Perù. Zimbabwe.

I pericoli maggiori

La prima struttura italiana, dunque, è stata inaugurata a Bari. Ed è dedicata alla prevenzione. E al contrasto di trascuratezza, povertà e maltrattamento infantile. Rientra nel Programma internazionale per l’infanzia di Cesvi. Il piano della fondazione solidale prevede l’attivazione di cinque Case del Sorriso sul territorio italiano. Altre due saranno a Milano. Una a Napoli. E un’altra a Siracusa. Nei primi sei mesi del 2022, l’organizzazione ha sostenuto 1.303 beneficiarie e beneficiari. Accompagnando 291 madri e padri in percorsi di genitorialità. La Puglia, secondo l’Indice Cesvi sul maltrattamento all’infanzia in Italia, è tra le Regioni dove il rischio è maggiore. Occupa infatti la 17esima posizione dell’Indice. Mentre la Campania risulta la più esposta al pericolo di maltrattamento (20° posizione). E la Sicilia è penultima (19°). Di tutte è rilevata la “elevata criticità”. Con una situazione territoriale difficile. Sia per i fattori di rischio. Sia per l’offerta di servizi. Ciò in un contesto nazionale difficile. In cui la pandemia di Covid-19 ha peggiorato lo stato di salute fisica e mentale dei minori.

Orientamento necessario

Boom di accessi nei pronto soccorso per disturbi neuropsichiatrici. Tra i quali ideazione suicidaria e depressione (+80% in un anno). L’indice di salute mentale è in peggioramento nella fascia 14-19 anni nel 2021. Con un aumento dei reati ai danni di minori (+11%). Così come di pedopornografia e adescamento online (+77%). La prima Casa del Sorriso italiana si trova nel quartiere San Paolo di Bari. E’ uno spazio multifunzionale che concilia attività di sostegno psicologico, ascolto e orientamento. Supporto alla genitorialità. Proposte sportive e ludiche. Contrasto alla povertà educativa.  Le Case del Sorriso di Fondazione Cesvi esistono da anni in vari luoghi del mondo. Nelle regioni con i più alti livelli di povertà e di mortalità infantile. Sono in tutto 12 quelle operative sinora. In particolare in Brasile, ad Haiti, in India, Sudafrica, Perù e Zimbabwe. Forniscono accoglienza a orfani, minori che vivono in strada o in stato d’abbandono. Vittime di sfruttamento e violenza dentro e fuori il contesto familiare. Sono luoghi di tutela dell’infanzia che propongono servizi diversificati. Cibo, cure mediche, educazione. Formazione professionale, sostegno psicologico.

 

Giacomo Galeazzi

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