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Enzo Fiore: “La mia pizza più forte della Camorra”

Laddove nella terra natia, purtroppo, sono in costante aumento le difficoltà di emergere nel mondo del lavoro – dovute non solo al Covid, ma anche al dilagare di una criminalità sempre più aggressiva – in ambienti “stranieri” non solo è più facile far valere le proprie capacità e qualità, ma conquistare anche posizioni impensabili fino a quel momento.

Lo chef e pizzaiolo partenopeo Enzo Fiore, con il suo locale ’O Curniciello ha portato nel Regno Unito la vera tradizione culinaria italiana e napoletana: “I nostri prodotti, quelli che usiamo quotidianamente per la preparazione delle nostre pietanze, provengono esclusivamente dal nostro Paese e, con un mix di ingredienti e tradizione sedimentata nella nostra cultura,  prendono vita i piatti che hanno saputo conquistare anche il pubblico qui a Lancing”.

Infatti, la nuova struttura – che prende il nome dalla stessa che Fiore aprì meno di cinque anni fa a Napoli – si trova nella cittadina del West Sussex. “Siamo arrivati nel Regno Unito da circa un anno” prosegue Fiore “e in questo periodo, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, abbiamo avuto una grandissima soddisfazione da parte della clientela. Tante persone si sono subito affezionate a noi e ai nostri prodotti e abbiamo intanto potuto vedere come anche in posti lontani la cucina napoletana e quella italiana riscuotono successo e favori. Dopo la certificazione avuta da Asacert attraverso la quale siamo stati premiati con una valutazione ‘Oro’ per l’esclusiva provenienza dei nostri prodotti dall’Italia, ci arriva un’altra grande prova di riconoscimento e merito. ‘Guru’ infatti ci premia per la capacità del nostro locale di scalare le classifiche di gradimento in pochissimi mesi. Siamo davvero felici e onorati. Per questo posso solo ringraziare mia moglie Abir e mia cugina Marilena per il lavoro svolto assieme a me e per il costante sostegno che hanno dato al nostro progetto”.

Lo scorso settembre, un’altra soddisfazione per Fiore: la Regione Campania gli ha inviato una lettera, firmata dagli assessori Antonio Marchiello (Attività produttive, lavoro, demanio e patrimonio) e Armida Filippelli (Formazione), con i complimenti con lui per “offrire un corso di cucina sull’arte della pizza ai ragazzi di un grande college inglese, il Greater Brighton Metropolitan, utilizzando solo prodotti tipici della produzione agroalimentare campana”.

Fiore è diventato nel frattempo anche docente in Inghilterra, insegnando agli allievi del college di Brighton come realizzare una gustosa pizza napoletana. Ma solo con i prodotti campani da lui scelti, come i latticini di Sant’Anastasia, ai piedi del Vesuvio, la farina del molino di Grottaminarda, chiamata “Oro d’Irpinia” con grani italiani, ideale per realizzare la pizza napoletana con impasto ad alta idratazione, e i pomodori di Angri, in provincia di Salerno. Insomma, anche se il clima non è dei migliori, la vera pizza, la professionalità e la qualità dei prodotti fanno sì che Napoli, poi, non sia così lontana.

Diego Paura

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