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Un alloggio agli sfollati siriani. Piano Acs per i terremotati di Aleppo

Guerra civile e terremoto. In questo binomio è racchiusa la tragedia della città siriana devastata prima dal decennale conflitto e poi dal sisma. Nel flusso internazionale di carità si distingue per costanza e intensità la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. Il direttore Acs Alessandro Monteduro illustra il progetto avviato ora per contribuire al pagamento dell’affitto da parte degli sfollati. “I primi dati relativi al numero di case danneggiate dal terremoto in Siria indicano, per la sola città di Aleppo, 2.500 abitazioni di famiglie cristiane bisognose di riparazioni – spiega Monteduro-. Intanto si calcolano i costi. E si definiscono i dettagli per l’inizio dei lavori. Adesso la priorità è affittare alloggi temporanei per quelle famiglie che non possono tornare nelle loro case. Perché non è né sostenibile né dignitoso che continuino a dormire sui pavimenti delle aule delle chiese”.

Acs per Aleppo

Xavier Bisits è il responsabile dei progetti per la Siria di Aiuto alla Chiesa che Soffre. E riferisce che la fondazione ha appena approvato un programma di collaborazione con il “Joint Church Committee” di Aleppo. Il piano comprende rappresentanti cattolici, ortodossi e protestanti. L’obiettivo è fornire aiuti per affitti temporanei a circa 430 famiglie sfollate. Secondo Acs, l’urgenza è garantire sostegno per i primi sei-dodici mesi di affitto. Una misura di assistenza destinata alle persone le cui case devono essere demolite perché il governo le ha ritenute totalmente inagibili. Il responsabile dei progetti ACS ha visitato alcune di queste abitazioni ad Aleppo. E racconta che almeno 60 edifici sono crollati a causa del terremoto. Ma il numero di case da radere al suolo sarà nell’ordine delle centinaia. “Gli ingegneri sostengono che anche se l’edificio stesso non è in rovina potrebbero esserci danni strutturali. E potrebbe essere necessario abbatterlo– sottolinea Xavier Bisits-. In ogni caso stiamo lavorando con le chiese locali per aiutare le famiglie con l’affitto. In modo che possano rimanere in un luogo sicuro mentre gli edifici vengono ispezionati o riparati“.

Sostegno alle famiglie

Nel frattempo altre quindici famiglie stanno ricevendo aiuti per l’affitto in collaborazione con la parrocchia dell’Annunciazione. Nell’ambito del sostegno di Acs a 450 famiglie colpite dal terremoto in un quartiere armeno povero di Aleppo. Una delle case colpite appartiene a Clemente. Un anziano siriano di origini armene. Che spiega come sia stato svegliato dal terremoto nelle prime ore del mattino. Clemente non può tornare a casa sua. “Mio fratello è ingegnere e ha fatto il sopralluogo nella nostra casa – puntualizza-. Ci ha detto che era troppo colpita e che avremmo dovuto abbandonarla”. Secondo Bisits la seconda fase di interventi riguarderà la riparazione dei danni alle case. La fondazione pontificia Acs sta già studiando un progetto per questo scopo. La popolazione è ancora in preda alla paura. Molti sono rimasti traumatizzati. Uno shock individuale e collettivo dopo 12 anni di guerra e una profonda crisi economica. Ora il verificarsi di una calamità naturale ha peggiorato ulteriormente la situazione, già estremamente difficile. “Molti sono venuti a chiedere aiuto e sostegno alla Chiesa“, aggiunge Xavier Bisits.

Tempi difficili

La città di Lattakia versa in una situazione particolarmente difficile. A differenza di Aleppo, molti dei cristiani che vi abitavano erano già sfollati. L’edificio della diocesi cattolica melchita è crollato. L’arcivescovo emerito è rimasto ferito. E un sacerdote è morto. Altri sette civili cristiani sono deceduti.  Suor Siba Khoury, dell’Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie del Sacro Cuore, è una delle religiose in prima linea nell’assistenza. Insieme a don Hugo Alaniz, parroco dell’Annunciazione, accompagna le famiglie in questi tempi difficili. “Abbiamo visitato le case più danneggiate– afferma suor Siba Khoury-. Ci sono sei famiglie in una situazione molto grave. Cerchiamo di dare loro un po’ di supporto. Offriamo anche a molte altre famiglie sostegno sotto forma di cibo. Siamo molto grati per l’assistenza di Aiuto alla Chiesa che Soffre. Ci permette di aiutarli. E loro ringraziano il Signore per la nostra presenza, che dà loro sollievo e sostegno”.

Aree chiave

Acs ha attivato un fondo di emergenza per le comunità cristiane della Siria. Disperatamente bisognose di aiuto a seguito del devastante sisma. I fondi saranno inviati alle diocesi, alle parrocchie e agli ordini religiosi. Sono loro a provvedere sul campo ad aiutare le famiglie coinvolte. La fondazione è in costante contatto con i referenti locali. E sta pianificando un nuovo pacchetto di aiuti che si concentrerà su due aree chiave. In primo luogo, sosterrà piccole o grandi riparazioni ad Aleppo. Città in cui sono presenti circa 22.000 cristiani. Per consentire a coloro che sono attualmente ospitati dalla Chiesa di tornare quanto prima nelle rispettive abitazioni. Sono almeno 600 le case su cui intervenire urgentemente. Ciò include le riparazioni dei danni strutturali. E di quelli agli impianti di riscaldamento e acqua. Vengono inoltre forniti cibo, coperte e altri aiuti essenziali per gli sfollati di Aleppo e Lattakia.

Comunità cristiane

Aiuto alla Chiesa che Soffre sostiene le comunità cristiane in particolare dal 2011. I progetti nel corso degli anni sono progressivamente aumentati. Sia in valore sia in numero. Nel 2022 il loro valore è stato di oltre 5,9 milioni di euro. Dal 2011 al 2022 (dati aggiornati al 18 ottobre) sono stati realizzati complessivamente 1.237 progetti. Riguardano costruzioni. Mezzi di trasposto. Sussistenza di sacerdoti e religiose. Aiuti umanitari e pastorali. Sostegno a mass media cattolici e alla formazione. Editoria cattolica. Offerte per Messe. Un supporto che in totale sfiora i 52 milioni di euro.

Giacomo Galeazzi

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