Intervento

Inflazione: la preoccupazione che possa aumentare ancora

L’inflazione, l’ho detto tempo fa quando la stessa era al 4-5%, sarebbe aumentata se non si correva ai ripari. Purtroppo, oggi siamo arrivati ad un 8% che, probabilmente, è un dato sottostimato perché, gli aumenti complessivi, soprattutto per il carrello della spesa, per quanto ci riguarda, stanno raggiungendo e oltrepassando il 10%. Siamo molto preoccupati che questo tasso possa aumentare ancora di più, il governo è già intervenuto per abbattere le tariffe elettriche e del gas con manovre apprezzabili ma ancora insufficienti, così è anche per i carburanti. Tali prodotti rappresentano le materie per l’energia che poi sono quelli che producono alla base l’inflazione nel nostro paese. Le istituzioni governative hanno fatto qualcosa di utile in merito, ma non è ancora sufficiente. Bisogna fare altre operazioni al fine di eliminare le speculazioni che, sia al livello internazionale che nazionale vengono fatte sui prodotti energetici e, di conseguenza, sulle tariffe stesse. In quest’ambito è necessario accordarsi, soprattutto al livello europeo, per quanto concerne l’energia, in attesa che l’Italia faccia il proprio dovere nel portare avanti degli investimenti nelle energie alternative, soprattutto quelle solari e eoliche che poi costerebbero molto di meno.

A tal proposito, il Pnrr deve essere accelerato, soprattutto nella parte della transizione energetica, facendo appunto, grandi investimenti nelle energie alternative, nella lotta agli sprechi e per fare il modo che ci sia uno sviluppo tecnologico funzionale a tali obiettivi. Nel frattempo, è utile cominciare a fare, ma si è iniziato per la verità, a fare una diversificazione nell’approvvigionamento delle fonti energetiche. Non possiamo essere succubi di paesi da cui importiamo anche il 30% dei prodotti energetici, bisogna avere la capacità molto importante di trovare tanti paesi per variare le fonti, in attesa di attuare la nostra transizione energetica basata sulle energie alternative. Il governo si sta già muovendo in tale direzione, per avere rifornimenti dal nord Africa e anche dal Medioriente. Queste sono le cose da fare nel più breve tempo possibile.

Rosario Trefiletti

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