Intervento

Il campo dove lo Spirito Santo agisce pienamente

Quanto è difficile stabilire un buon contatto con un’altra persona! È ancora più difficile mantenerlo e svilupparlo. E’ una verità dolorosa che tutti conosciamo per esperienza. Figuriamoci quando si tratta del contatto più importante della nostra vita, quello col Signore Gesù. Il problema non è solo che esso sia condizionato da qualcosa di effimero come la fede, ma anche che in fondo riguarda una persona che non abbiamo mai incontrato. In realtà, questo potrebbe essere un vantaggio, visto che tanti incontri reali portano con se delusione e dolore. La figura del Signore Gesù è più reale della persona più concreta che possiamo incontrare. Non si tratta solo di un’esperienza di fede, ma anche di una certa conseguenza metafisica. Secondo la tradizione cristiana classica, è questo contatto personale col Signore Gesù la base della vita spirituale e mistica. Oggi questo aspetto è spesso dimenticato, tanto più che in alcuni ambienti teologici si mette in dubbio persino la storicità dell’esistenza del Signore Gesù, per non parlare del fatto della sua resurrezione.

Ecco perché è così importante ricordare a noi stessi la necessità e l’importanza del nostro rapporto personale ed intimo col Signore Gesù. Ed è proprio questo uno degli scopi dell’odierna Solennità di Pentecoste. Rafforzare, approfondire – ma forse prima – riscoprire, rinfrescare il nostro rapporto con il Signore Gesù. Questo è stato indubbiamente sperimentato dagli apostoli dopo la resurrezione. Essi ne avevano bisogno sia per se stessi che per la missione che era stata loro affidata. Se leggiamo bene nel testo del Vangelo di oggi, il ruolo dello Spirito Santo nel nostro rapporto con Gesù diventa chiaro.

Lo Spirito Santo, che viene da Gesù e dal Padre, avvia una relazione attraverso la testimonianza ma anche la condivisione. Diventa il nostro partner, il nostro assistente nella testimonianza del Signore. Rafforza e prolunga la relazione che abbiamo con Lui secondo l’intenzione di Dio fin dall’inizio. In secondo luogo lo Spirito Santo comunica gradualmente, a tempo debito,  ciò che il Signore non è riuscito a comunicare. È quindi costantemente una fonte attiva della nostra conoscenza. Ma non solo: è anche una guida. Esso deve condurci alla verità, qualunque cosa essa significhi. E dopo tutto, come ha dichiarato esplicitamente Gesù, la verità ci renderà liberi. Ciò che è significativo, tuttavia, è la sua guida verso la verità: in lui si costituisce e si approfondisce il rapporto col Signore. Ci dice quello che ha sentito da Lui – ripete, trasmette. Ma non si ferma qui: ci fa partecipare alla gloria del Signore. Grazie allo Spirito Santo, possiamo parteciparvi.  Egli ci comunica così una particella di ciò che è condiviso dal Signore Gesù – annunciandolo e donandolo a noi. Vediamo quindi come in più dimensioni e in vari modi possiamo intensificare la nostra relazione con Gesù attraverso lo Spirito Santo.

Anche San Paolo parla dell’aiuto dello Spirito Santo quando ci si presentano difficoltà nella preghiera: lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili. Potrebbe essere una consolazione in vari momenti delle crisi di fede. I maestri della vita spirituale vedono il ruolo dello Spirito Santo anche in tutti i nostri sforzi di conversione e di ascesi. Ecco il campo dove lo Spirito Santo agisce pienamente e con tanta efficienza. Basta ricordarlo e chiedere la sua assistenza. Nella Filocalia possiamo leggere, tra altre, queste parole, molto pratiche e consolanti:

Dobbiamo darci cura non soltanto di esercitarci nella continenza del corpo, ma anche nella contrizione del cuore e in continue prostrazioni con gemiti: in questo modo spegneremo, con la rugiada della presenza dello Spirito santo, la fornace della nostra carne, che il re di Babilonia accende ogni giorno eccitando la concupiscenza. (Cassiano)

La pace è rimozione delle passioni: e non può essere trovata senza l’operazione dello Spirito santo. […] Chi veglia, pazienta e prega senza averne oppressione diviene visibilmente partecipe dello Spirito santo. […] La grazia dello Spirito santo è unica e immutabile: ma opera in ciascuno come vuole.  (Marco l’Asceta)

Lo Spirito santo, che compatisce la nostra debolezza, viene a visitarci anche quando non siamo ancora purificati, e se trova un intelletto che lo prega anche solo col desiderio della verità, scende su di esso e fa sparire la falange di ragionamenti e di pensieri che lo assedia, spingendolo all’amore della preghiera spirituale. (Nilo Asceta)

Proviamo, allora, a riscoprire in noi stessi una traccia forse perduta o trascurata di un rapporto col Signore. Se iniziamo a pensare di recuperarla, di rinnovarla – sicuramente sperimenteremo l’azione concreta e fruttuosa dello Spirito Santo. Vieni, Signore Gesù! Vieni Spirito Santo!

padre Bernard Sawicki

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