Editoriale

Come cambia l’approccio con il Covid

L’Organizzazione mondiale della sanità, lo scorso 5 maggio, ha dichiarato la fine  della pandemia Covid, pur ribadendo che il Coronavirus resta sempre una minaccia. Nei giorni scorsi, il Consiglio dei Ministri ha approvato quella che era l’ultima restrizione legata all’emergenza Coronavirus ancora attiva: la quarantena per i positivi. Psicologicamente è stata una mossa opportuna, la gente si sente un po’ più libera, non c’è più quel timore che ci ha condizionato per quasi tre anni. L’Iss segnala un leggero aumento per i casi di Covid, ma per adesso la situazione è sotto controllo. Una decisione legittima, ma si è sempre in tempo per tornare indietro.

Questo però non vuol dire che abbiamo detto addio al Covid-19: il virus c’è e circola ancora, anche se in questa fase sembrerebbe più simile a un’influenza. Questo non vuol dire non pensarci più, dobbiamo continuare ad essere prudenti. I laboratori devono proseguire nel loro lavoro di sorveglianza, ma fino a che la situazione rimarrà com’è allo stato attuale, il Covid non fa più paura. Non bisogna però dimenticare che esiste la possibilità che arrivino nuove varianti e diventino più aggressive, per questo bisogna mantenere alta la guardia per poter intervenire precocemente se cambiasse il quadro.

Per quel che riguarda la vaccinazione, sempre se la situazione rimane stabile, non ci sarà più la necessità impellente di vaccinare tutta la popolazione. Forse sarebbe opportuno somministrare i vaccini a quelle fasce della popolazione definite “fragili”, come ad esempio nelle Rsa o negli immuodepressi, ma bisognerà aspettare l’autunno per vedere come evolverà la situazione.

Il Covid è ancora presente, non è più preoccupante come prima. Possono sempre comparire nuove varianti, come d’altronde accade per l’influenza, questi virus mutano. Bisogna mantenere un’attenta sorveglianza e monitorare costantemente la situazione per poter prendere provvedimenti se la situazione dovesse improvvisamente peggiorare. Il vero punto su cui oggi bisogna davvero concentrare l’attenzione è la vigilanza: controllare che non ci sia un aumento di casi, verificare se il virus muta ed eventualmente come. Azioni che permetteranno di essere pronti per intervenire nel caso se ne verificasse la necessità.

Girolamo Sirchia

Recent Posts

Toninelli (Ispi): “Le conseguenze di un conflitto tra Libano e Israele”

Le tensioni sempre più forti tra l’esercito israeliano e Hezbollah preoccupano il mondo. Secondo l’Alto…

25 Giugno 2024

Valditara: “La scuola deve rimettere al centro la persona”

Il Ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, è intervenuto alla conferenza stampa sulla Relazione annuale al Parlamento…

25 Giugno 2024

Mantovano: “Scarsa consapevolezza di quanto fa male qualsiasi tipo di droga”

A Palazzo Chigi si è svolta la conferenza stampa sulla Relazione annule al Parlamento sul…

25 Giugno 2024

Mattarella: “Dall’Intelligenza Artificiale nuove sfide alla finanza”

Il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Paolo Savona, presidente della Consob (acronimo…

25 Giugno 2024

Vescovo Pescara: “Per i giovani serve solidarietà pedagogica”

Mons. Tommaso Valentinetti, vescovo di Pescara, ha commentato al Sir l’omicidio di un giovane 17enne…

25 Giugno 2024

Xi a Duda: “Portare relazioni Cina-Polonia a un livello più alto”

Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato l'omologo polacco Andrzej Duda, in visita di stato…

25 Giugno 2024