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Disabilità, tutele e pari opportunità: le iniziative per superare le barriere

Donne e disabilità, “doppiamente discriminate”: riflettori su un dramma silenzioso.  Il ministro del Turismo, Daniela Santanchè ha promosso al Forum di Baveno un panel sul tema dell’accessibilità. Con lei il ministro per le Disabilità. “Il governo si sta muovendo con un protocollo di intesa tra il ministero della disabilità e il ministero del turismo- spiega Alessandra Locatelli-. L’obiettivo è offrire sempre di più di più qualità della accessibilità dell’ospitalità. Ciò vuol dire non solo abbattimento delle barriere architettoniche, ma sempre di più informazione, comunicazione, esperienza e accoglienza. Un protocollo che ha dentro di sé anche risorse importanti. E che conterrà le linee guida per l’accoglienza delle persone con disabilità. Aggiunge Daniela Santanchè : “Non è che ci dobbiamo impegnare per il turismo accessibile per stare a posto con la coscienza. Ma perché è un segmento del turismo che deve crescere a dismisura. E mi appello agli operatori delle strutture ricettive presenti al forum. Non voglio più vedere un albergo con camere attrezzate per i disabili che fanno schifo. Come se fossero turisti di serie B. Le stanze devono avere gli stessi arredi, non sono cittadini di serie B”. 

Oltre la disabilità

“Per esempio, nei prossimi anni – evidenzia la ministra Locatelli – sarà  necessario lavorare per rendere accessibili anche luoghi storici. Ricercando un equilibro tra conservazione e accessibilità”. La titolare del dicastero per le Disabilità aggiunge che l’accessibilità è un driver fondante dell’attrattività e della competitività delle destinazioni. Oltreché della qualità dell’esperienza turistica. Ma le barriere da abbattere sono culturali oltreché materiali. A ribadirlo è lo Ierfop. L’Istituto europeo ricerca formazione orientamento professionale di eccellenza per disabili ed emarginati. La missione dello Ierfop è promuovere l’integrale attuazione dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana. Della Costituzione e delle direttive europee. Della Carta dei Diritti dell’uomo e della Convenzione Onu delle persone con disabilità. Per garantire l’uguaglianza di dignità e di pari opportunità. Contro ogni forma di discriminazione di cittadini con disabilità sensoriali, fisiche o funzionali. Psichiche, intellettive, relazionali. E nei confronti di chiunque si trovi in condizioni di marginalità sociale.

Sos donne

Doppiamente discriminate, più esposte a subire abusi a causa della loro vulnerabilità e, spesso, isolamento. Una condizione di estremo disagio che limita la capacità di chiedere aiuto. Lo Ierfop accende i riflettori sul tema “Donne con disabilità e violenza: un male al quadrato”. L’ente di formazione europeo guidato da Roberto Pili ha chiamato a raccolta nella sua sede di Cagliari esperte ed esperti. Per “squarciare la cortina di silenzio attorno a un fenomeno in crescita sul quale c’è ancora poca informazione e difficoltà a mettere insieme i dati“, spiega Pili. La tavola rotonda rientra tra le iniziative per l’eliminazione della violenza contro le donne. All’Osservatorio Disabilità verrà presentato il report dell’iniziativa. A portare la voce delle donne disabili è stata Francesca Arcadu, coordinatrice del gruppo donne Uildm. Unione italiana lotta alle distrofie muscolari. “Il tema della violenza sulle donne con una limitazione fisica o mentale, emerge pian piano dal silenzio e dall’ invisibilità. C’è stata una rimozione collettiva dal dibattito. Nonostante violenze, stupri, stalking, siano ancora più accentuati. Ancora più invisibili- afferma Francesca Arcadu – sono i lividi sull’anima lasciati dalla violenza psicologica“. 

Diritti negati

Sono tanti i veli da squarciare. “Occorre lavorare attraverso istruzione e formazione, sulla consapevolezza. E’ importante conoscere i propri diritti per dare un nome a queste forme di violenza“, puntualizza Donatella Petretto. Docente di psicologia all’Università di Cagliari con delega su disabilità. Sul tema è intervenuta anche la giornalista Roberta Gatto. “Le parole sono importanti per costruire una consapevolezza. Una coscienza etica. Quindi non ‘donne disabili’ o ‘uomini disabili’. Ma persone con una disabilità. Con una vita affettiva, professionale, sociale. Desideri, obiettivi, necessità”, precisa Roberta gatto. Wanda Frau presidente Inner Weel Club Cagliari Sud, ha messo l’accento sul disagio delle donne. Alle quali nella maggioranza dei casi “è affidata la cura e assistenza alle persone con una disabilità. Con un carico troppo gravoso. Serve sostegno e formazione“. Intanto  il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli ha riunito in via straordinaria l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. L’incontro si è tenuto nella Sala polifunzionale della presidenza del Consiglio. Ha partecipato il ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella. Con i rappresentanti del mondo associativo.

Il Ministro per le Disabilità, dott.ssa Alessandra Locatelli (© Facebook)

Disabilità senza aiuto

“La violenza sulle donne con disabilità – sostiene il ministro Locatelli – è un tema attuale, frequentissimo e poco capito. Le donne rischiano di subire violenza fisica, psicologica, economica molto di più, più a lungo e da più soggetti. Spesso sono le persone di cui si fidano di più a usare ricatto e violenza contro di loro e il tema della dipendenza, talvolta vitale, dalla stessa persona, causa un danno emotivo ancora più elevato. La difficoltà a farsi ascoltare, capire, credere, rende spesso impossibile denunciare. Questi sono alcuni dei temi più rilevanti emersi dai lavori, insieme con tanti altri relativi all’accessibilità, al reinserimento lavorativo. Alla formazione, all’accompagnamento per la consapevolezza e la gestione di affettività e sessualità. Al rispetto, al ruolo del caregiver, saranno da approfondire”. ‘Con avviso immediato verrà istituito un gruppo di lavoro interno all’Osservatorio che lavorerà sulla questione della violenza contro le donne con disabilità. Verranno seguite le linee di riflessione proposte dal ministro Eugenia Roccella. Che ha dato la disponibilità a “cogliere tutti i suggerimenti all’interno del comitato tecnico dell’Osservatorio Nazionale sulla violenza contro le donne”

Giacomo Galeazzi

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