“Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:27

«Come può costui darci la sua carne da mangiare?»
«Quomŏdo potest hic nobis carnem suam dare ad manducandum?» 

Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo – Anno A – Gv 6,51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Il commento di Massimiliano Zupi

«Come può costui darci la sua carne da mangiare?»: la domanda dei Giudei è legittima, la medesima che ancora oggi chi guardi dall’esterno la mensa eucaristica potrebbe ben rivolgere ai cristiani: cosa significa mangiare il corpo di Cristo e bere il suo sangue? Al cuore del cristianesimo sembra trovarsi un rito tribale. Ora, poco più avanti, Gesù dichiara qual è il frutto: chi mangia la sua carne e beve il suo sangue, rimane in lui ed egli in noi. Gesù si fa cibo per essere mangiato e così entrare in noi, prendere dimora presso di noi. È il mistero dell’incarnazione: come il Verbo eterno si fece carne in Gesù, così attraverso l’Eucarestia Gesù si fa carne nella nostra carne. È il mistero dell’amore: amore infatti significa dimorare nel cuore dell’amato, essere una sola carne con lui (Gn 2,24).

Ecco, mangiare la carne di Cristo non è un atto di cannibalismo: è piuttosto accettare di essere amati da lui, che muore per noi, affinché possa dimorare dentro di noi. Manducare l’Eucarestia è dire sì al suo amarci. In questo senso, la prima a mangiare la carne di Cristo è stata Maria, quando all’angelo ha risposto: «Avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Bere il sangue di Cristo significa accettare che egli abbia dato la sua vita per noi, viva per noi, e cominciare a nostra volta a dare la nostra vita per lui, a vivere per lui. Essere cristiani è entrare progressivamente nel mistero dell’amore: ovvero, letteralmente, farsi gradualmente cibo e bevanda gli uni per gli altri, e così sperimentare già ora la vita eterna.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.