Luca Parmitano, il primo italiano al comando della Iss

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:08

Oggi è un giorno molto speciale per gli amanti dello spazio: @astro_luca diventerà il primo italiano a comandare la @Sapce_Station”. 

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E' con questo tweet che l'Esa ha voluto mettere in evidenza un fatto storico: per la prima volta nella storia, un italiano diventa il comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Astro Luca, classe '76 e colonnello dell'Aereonautica Militare Italiana, ha raggiunto questo importante traguardo. La cerimonia ufficiale di cambio di comando è prevista per le 15.20 circa, momento in cui Parmitano prenderà il posto del cosmonauta russo Alexei Ovchinin. Sarà trasmessa in direatta dalle 15.20 alle 15.40 (ora italiana) su Nasa Tv. Sarà possibile seguire l'evento cliccando qui o anche scegliendo di vederlo dal sito dell'Esa, a questo link. Altri due europei, prima di Parmitano, hanno ricoperto il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale: si tratta del belga Frank De Winne (2009) e il tedesco Alexander Gerst (2018). 

La missione di Astro Luca

Parmitano inizierà il suo incarico in una fase di lavoro molto intensa: fino al 3 ottobre sulla Iss saranno presenti 9 astronauti. Nel mese di novembre, poi, avranno luogo diverse attività extraveicolari che potrebbero veder coinvolto lo stesso comandante. L'obiettivo? Prolungare la vita opertativa dell'Alpha Magnetic Spectrometer, il rilevatore di raggi cosmici per lo studio della materia oscura e dell'antimateria. Inoltre, dovrebbe controllare da remoto l'esperimento Analog-1 al fine di istruire un rover a raccogliere campioni geologici su un'area deserta dell'isola spagnola di Lanzarote. La missione di Astro Luca terminerà a febbraio 2020

Quella volta che rischiò di annegare in orbita

Come ricorda il sito www.sciencecue.it, la prima attività extraveicolare di Astro Luca si svolse il 9 luglio 2013 ed è durata 6 ore e 7 minuti. In quell'occasione Parmitano rischiò di annegare in orbita a causa di un guasto al casco. Fortunatamente, grazie alle competenze e al sangue freddo dell'astronauta, tutto si risolse per il meglio. La Nasa espresse gratificazione per l'italiano, non solo per essersela cavata bene, ma anche per il successivo supporto e capacità tecniche che dimostrò di possedere nel fornire supporto alla progettazione dei nuovi sistemi di compensazione termica della tuta

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