LUNEDÌ 02 SETTEMBRE 2019, 11:00, IN TERRIS


TECNOLOGIA

I robot del futuro laveranno piatti e posate

Il divario tra gli algoritmi e il cervello umano risiede nel millenni di evoluzione. Come modello, i neuroni

LORENZO CIPOLLA
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(foto dall'Irish Times)
(foto dall'Irish Times)
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n un futuro non troppo lontano potremo trovarci a vivere in un mondo come quello tratteggiato in "Io e Caterina", il film con Alberto Sordi del 1980. Avremo in giro per casa dei robot che sapranno svolgere le semplici ma faticose mansioni casalinghe, come pulire rifare i letto o lavare i piatti. Ma i nostri futuri coinquilini meccanici hanno ancora un po' di cose da apprendere, nonostante ci siano tanti esempi di macchine molto più capaci degli esseri umano in attività più complesse come la dama e i videogiochi. Per queste attività sono sufficienti gli algoritmi, per la lavare i piatti invece alle macchine deve essere insegnato come imitare l'uomo che ha sviluppato le sue capacità in milleni di evoluzione.


L'imitazione

Costruire dei robot che imitano l'intelligenza animale è il compito che si sono assegnati gli scienziati del Laboratorio Cold Spring Harbor di New York, sotto la guida del neuroscienziato Anthony Zador. Il metodo e i risultati del loro studio è stato pubblicato dalla rivista Nature Communications. Il loro punto di partenza è stato quello di colmare il divario tra algoritmi ed evoluzione. "Le macchine hanno molte difficoltà nel fare cose apparentemente semplici per gli esseri umani, come interagire con il mondo fisico, ad esempio lavando dei piatti", ha spiegato Zandor. "Noi esseri umani, infatti abbiamo avuto centinaia di milioni di anni di evoluzione che hanno permesso al nostro cervello di stabilire le corrette connessioni per svolgere alcune attività, quasi senza sforzo". A Cold Spring Harbor potrebbero aver trovato a risposta alla loro domanda. Studiare il cervello degli animali e riprodurre il funzionamento dei neuroni vivi negli algoritmi dell'intelligenza artificiale.

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