San Cirillo di Gerusalemme: ecco perché veniva chiamato il “Catecheca”

San Cirillo di Gerusalemme, Vescovo e dottore della Chiesa Gerusalemme (Palestina), 315 ca. – Gerusalemme, 386 ca. Nasce in una famiglia cristiana.

Avvenimenti

All’età di 30 anni è ordinato sacerdote.

• E’ il successore del vescovo Massimo a Gerusalemme. Il vescovo Acacio di Cesarea, che l’ha consacrato vescovo di Gerusalemme nel 348, lo destituisce per presunti errori dottrinali (riceve la consacrazione episcopale da vescovi filoariani). Due anni dopo un concilio di vescovi lo riabilita: Cirillo ritorna nella sede episcopale.

• Nel 360, in un altro concilio riunito a Costantinopoli, viene di nuovo destituito, sempre su pressione di Acacio. Nel 362 è di nuovo riabilitato.

Nel 367 è condannato all’esilio dall’imperatore Valente: torna a Gerusalemme nel 378 al. morte di quest’ultimo.

Viene chiamato “il Catecheca”: rimangono di lui ventiquattro Catechesi (veri capolavori della letteratura teologica), indirizzate ai catecumeni in attesa del Battesimo.

Spiritualità

E’ considerato uno dei più importanti annunciatori del Vangelo dell’antichità interesse cardine della sua attività pastorale è l’educazione religiosa dei fedeli. Sostiene le fasce più povere e più deboli, tanto che Acacio, vescovo di Cesarea, arriva a rimproverarlo di dilapidare i beni della Chiesa per aiutare i bisognosi.

Pensieri e insegnamenti

«Il cristiano è un portatore di Cristo».

«Catecumeni, preparatevi e siate pronti, non tanto per l’abbigliamento di bianche vesti, quan to con l’interiore ricchezza dell’amore e della piena consapevolezza».

Morte

Muore a Gerusalemme dopo circa trentacinque anni di episcopato, di cui sedici passati in esilio. Nel 1882 Leone XIII lo proclama dottore della Chiesa.

Iconografia

Spesso viene raffigurato con una borsa di denaro per indicare la sua grande generosità verso i bisognosi.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi