Vince il bronzo nel curling, atleta russo positivo al doping

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:07

Fresco di podio olimpico, un atleta russo è risultato positivo a un test antidoping ai GIochi di PyeongChang. Si tratta di Alexander Krushelnytsky, di 25 anni, medaglia di bronzo nel curling misto insieme alla moglie Anastasia Bryzgalovoy. A darne la notizia è stato sito russo Sport Express; successivamente la stessa delegazione russa e gli ambienti vicini al Cio hanno confermato le indiscrezioni.

Meldonium

La sostanza trovata nel corpo dell'atleta sarebbe il meldonium (farmaco che incrementa la mobilità muscolare, prolungare i tempi di resistenza allo sforzo prima che sia avvertita la fatica, diminuisce anche i livelli di acido lattico e urea nel sangue, accorciando i tempi di recupero dopo un'intensa attività fisica), la stessa che costò 15 mesi di squalifica a Maria Sharapova. Ora si attende il risultato delle controanalisi nella notte italiana. “Oggi il quartier generale della nostra delegazione – ha confermato Konstantin Vybornov, addetto stampa della squadra – ha ricevuto una notifica ufficiale dal Cio su una possibile violazione delle regole antidoping. Non rendiamo noto il nome dell'atleta, né lo sport prima dei risultati dell'apertura del campione B, che saranno annunciati entro 24 ore”.

Il comunicato del Cio

Successivamente è arrivata una nota del Comitato Olimpico Intenrazionale: “Il Cio non può comunicare mentre la procedura è ancora in corso, tuttavia prendiamo atto della dichiarazione di un portavoce della delegazione della Federazione Russa degli Atleti dalla Russia (Oar). Se ci fosse effettivamente un abuso di doping, questo dimostra l'efficacia dei controlli ma allo stesso tempo sarebbe molto deludente se un atleta usasse sostanze proibite”. La Corte Arbitrale dello Sport di Losanna ha fatto sapere, tramite il suo segretario generale Matthieu Reeb, che “nessun nuovo caso è stato comunicato”. Per il momento l'unico caso di doping conclamato alle Olimpiadi di PyeongChang è quello del giapponese dello short track, Kai Saito, trovato positivo ad un diuretico.

Analisi in corso

Mark Adams, portavoce del Comitato olimpico, ha ribadito quanto già affermato nella nota, ovvero che “tutto ciò che riguarda controlli e sanzioni è indipendente dal Cio” e che per il momento “è prematuro” parlare delle possibili conseguenze, comprese quelle relative alla possibilità che venga consentito agli atleti russi di sfilare con la propria bandiera alla cerimonia di chiusura dei Giochi di PyeongChang. Come riporta la Gazzetta dello Sport, Adams ha aggiunto: “C'è ancora un se, in ogni caso sarà presa in considerazione assieme a tante altre cose il 24 febbraio dal gruppo d'implementazione Oar, presieduto dal membro dell'Esecutivo Cio, Nicole Hoevertsz”. “Se la positività sarà confermata, ne saremo dispiaciuti ma avremo dimostrato che c'è un ottimo sistema di test antidoping dove gli atleti russi sono stati monitorati più degli altri. Abbiamo condotto un processo di selezione molto rigido, non volevamo che gli atleti russi venissero giudicati come gruppo ma singolarmente e permettere agli atleti puliti di prendere parte ai Giochi”, ha concluso.

La Russia ai Giochi Olimpici

La Russia è stata esclusa da questi Giochi Invernali dopo lo scandalo delle manipolazioni dei test antidoping di Sochi 2014, e 169 atleti sono stati ammessi individualmente sotto la sigla Oar (Olympic Athletes from Russia) dopo aver affrontato una selezione del Cio in base a criteri di estraneità al doping. Il meldonium è stato prodotto per curare problemi cardiaci, è in vendita nei paesi dell'est ma non ha ricevuto il via libera della Food and Drug Administration negli Stati Uniti. La Wada lo ha inserito nella lista delle sostanze proibite il 1° gennaio 2016, ma è ancora aperto il dibattito, alimentato da molti scienziati, sulla reale utilità della sostanza ai fini sportivi.

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