Tra rilancio e conferma

Il Mondiale americano per Club va avanti con l’incertezza che sembra aver avvolto tutte le pretendenti al trono

foto Daniele Buffa/Image Sport

Il Mondiale americano per Club va avanti con l’incertezza che sembra aver avvolto tutte le pretendenti al trono. Escluse Bayern Monaco e Juventus che sono partite lanciatissime e attendono conferma strada facendo. Non come il Psg che ha fatto scintille contro l’Atletico per poi cadere contro il Botafogo. Pensando agli affari di casa nostra, la conferma la insegue la Juventus, il rilancio l’Inter.

Nerazzurri stanchi, serve il guizzo

L’Inter è uscita malamente dalla stagione, soprattutto il finale, la perdita dello scudetto dopo il pari interno con la Lazio, ma soprattutto la Champions, umiliata a Monaco dal Paris. E non è che in America abbia fatto vedere all’esordio qualcosa di meglio, se è vero che contro il Monterrey non ha certo brillato. Era difficile da prevedere. Contro i messicani l’Inter ha giocato la partita numero 60 della sua lunghissima stagione, facile immaginare la stanchezza nelle gambe di calciatori che non ne hanno più e aspettato solo lo sciogliete le righe per riposare. Ed ecco che Chivu, per non mandare all’aria il Mondiale, è chiamato a ridisegnare la squadra. Il tecnico romeno sta cambiando anche l’atteggiamento difensivo, che adesso prevede una difesa a zona sulle palle inattive anche se il primo tentativo è andato a vuoto visto che Sergio Ramos ha segnato di testa bevendosi Acerbi, Bastoni e Pavard. E domani sera alle 21 contro l’Urawa, che non può e non deve preoccupare (sarebbe da folli pensarlo), Chivu può pensare a qualche cambio indotto dalla condizione fisica. Luis Henrique e Susic partiranno dal primo minuto, e spazio a chi al momento appare, di poco, ma più fresco, come Zalewski e Frattesi, oltre a rivedere all’opera i due fratelli Esposito, non sono per esigenze fisiche, ma anche per capire se sono arruolabili o meno in vista della prossima stagione. Questo torneo per chi ha speso tanto, non ci voleva, ma il colore dei soldi, e il prestigio, impongono di esserci il più possibile. Ecco perché serve la svolta. E non solo i tre punti.

Tudor, beata brillantezza

L’essere usciti dalle Coppe anzitempo, ha permesso ai bianconeri, seppur travagliati dalla gestione Thiago Motta, di non forzare troppo il ritmo e di conseguenza arrivare al Mondiale con una freschezza diversa da tante europee che hanno dovuto fare i conti con le Coppe. Eppure, nonostante l’Al Ain non fosse un avversario da brividi, i bianconeri hanno fatto vedere tante belle cose, che vanno al di là della netta vittoria confezionata. C’è un attacco che con Yildiz e Kolo Muani funziona, e pure bene, esterni di sostanza e quantità come Conceicao che con facilità ha trovato la via del gol. L’avversario era obiettivamente scarsino, e proprio per questo Tudor aspetta il recupero totale di Brener per dare una registrata alla difesa, visto che Gatti non è ancora al meglio e che un pezzo, dal prossimo mercato, è lecito attendersi. In mezzo il tecnico bianconero confida in Locatelli e nel totale recupero di Koopmeiner che alla manovra serve, eccome. Cambiaso e Alberto Costa vantano una buona intesa e sul futuro non si discutono. Semmai, le valutazioni andranno fatte su Nico Gonzalez e Vlahovic, impiegato col contagocce e voglioso di cambiare aria. Lo ha chiamato Allegri per portarlo al Milan e sarà questo il fronte all’apertura ufficiale delle trattative. Il serbo ha rotto con i bianconeri e non lo si può legare in mezzo al campo. Può portare, al giusto prezzo, ma serve anche sostituirlo adeguatamente perché la prossima stagione è lunga e la Juve vuole giocare da protagonista. Pensieri e parole che saranno sviluppate al rientro in Italia. Intanto c’è il Mondiale, con  il prossimo match contro il Wydad che vale un altro allenamento prima della prima partita vera, quella del 26 contro il Manchester City, che è ancora convalescente, ma che rappresenta pur sempre un test impegnativo. E la Juve vuole fasrsi trovare pronta.

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