Tim Cup, poker giallorosso alla Samp: ai quarti sarà Roma-Cesena

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:06

Concentrata, vigorosa e intrepida: è questa la Roma scesa in campo contro la Sampdoria di Giampaolo. Davanti ai trentamila tifosi che affollano le tribune dello Stadio Olimpico, il team giallorosso cala un poker che reca in calce le firme di Nainggolan (doppietta), Dzeko ed El Shaarawy. Per Spalletti una vera e propria “passeggiata”: i capitolini dominano in lungo e largo, ma il gol che sblocca il match arriva solo al 40′ del primo tempo, quando il “ninja” fa gonfiare la rete con un perfetto destro parabolico dal limite. La Samp, che nel secondo tempo si annulla quasi del tutto, manca di carattere. I giallorossi, al contrario, dopo aver superato le tensioni iniziali, riescono a sviluppare e costruire il proprio gioco con scioltezza.

Spalletti schiera un 3-4-2-1, con  Alisson in porta. In difesa Fazio, Jesus, e Peres; a centrocampo De Rossi, Paredes, Rudiger e Mario Rui, che esordisce con la formazione capitolina. In attacco Nainggolan ed El Shaarawy con Dzeko unica punta. Con lo stesso modulo scende in campo anche la Sampdoria, con Puggioni a guardia dei pali e Bereszynski, Silvestre e Regini in difesa. In avanti Dodò, Duricic, Cigarini, e in attacco Linetty, Fernandes e Budimir.

Fin dal fischio d’inizio, la formazione ligure fa capire che si è preparata al meglio. Già al 3′, Budimir funge da sponda per Mueril che, dopo aver saltato Fazio, centra in pieno un palo sull’uscita di Alisson. La Roma fatica un po’ prima di trovare la giusta tattica capace di sfondare le linee blucerchiate; la Samp, tuttavia, non si fa trovare impreparata e svariate volte manca l’occasione, in maniera incisiva, molte ripartenze.

A ridare grinta e vigore alla formazione capitolina ci pensa Paredes: dopo appena due minuti dal fischio d’inizio prende una traversa interna con un fantastico tiro destro al volo dal limite, poi, al 34′, costringe Puggioni a una deviazione in angolo da un’altra sua pericolosa conclusione da fuori area. Come nell’ultima partita di campionato giocata ad Udine, per andare in gol la Roma necessita di una vera e propria magia di Nainggolan che approfitta di un rinvio corto di Silvestre per lanciare la sfera direttamente in rete con un perfetto destro parabolico dal limite.

I giallorossi si sbloccano definitivamente e sfiorano il raddoppio a pochi minuti dalla fine della prima frazione di gioco grazie ad un tiro El Shaarawy, prima, e dello stesso Nainggolan, dopo. Il secondo tempo vede la Roma protagonista del campo. Dzeko, lanciato in area dal “faraone”, ne approfitta per mettere la palla in rete. Il bosniaco dopo pochissimi minuti sfiora anche il 3-0 con un colpo di testa in torsione da un angolo di De Rossi. Il bomber capitolino non si rassegna e al 61′ ispira la rete di El Shaarawy con pallonetto sull’uscita di Puggioni: il numero 92 della Roma firma il gol con un tiro dai 40 mt. Spalletti trova spazio anche per inserire Totti, osannato dal pubblico dell’Olimpico con una standing ovation. Il Capitano prende il posto di Dzeko.

La Sampdoria, che poco prima aveva sciupato il 2-1 con Budimir si rassegna del tutto e, abbattuta, al 90′, incassa anche la rete del 4-0. L’ultimo gol porta la firma di Nainggolan, che segna la sua prima doppietta in un torneo italiano. Il “ninja” si fa trovare puntuale nell’inserimento e nel colpo di testa anticipando Puggioni su un cross dal limite di Perotti, subentrato al posto di El Shaarawy. Triplice fischio finale e giallorossi qualificati ai quarti di Coppa Italia, dove incontreranno il Cesena.

“Oggi la Samp nel primo tempo ha pressato forte, ci ha messo in difficoltà. Per metterli noi in difficoltà abbiamo dovuto aspettare la fine del primo tempo”. Con queste parole Luciano Spalletti commenta la vittoria. Sui suoi ragazzi non ha dubbi: “Mario Rui ha fatto bene, non si è cercato tanto e poteva giocare di più. Però alla fine l’ho preferito togliere perché era un po’ stanco. Nainggolan è di una pasta diversa, ha bisogno di questi spazi perché è li dentro che fa male. Se lo metti nel recinto ha difficoltà, è un cavallo di razza. Al contrario, Dzeko non si deve accontentare“.

“E’ un buon momento, la squadra sta bene sia mentalmente che fisicamente – aggiunge -. Abbiamo diversi giocatori in forma, anche i sostituti stanno bene. Si respira una buona aria, ma se non dai seguito a quello che è il momento nel nostro calcio ad incepparsi tutto ci vuole poco. Abbiamo recuperato giocatori importanti, Rudiger è uno di questi. Juan Jesus sta crescendo, ha fatto un ottimo recupero su Muriel. Emerson sta superando la fase di rodaggio. Fazio è diventato quello che comanda la difesa. Ora è tutta la squadra che funziona“.

 

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