Tavecchio, sfogo d'addio: “Pago la scelta di Ventura”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52

Il calcio italiano perde un altro pezzo dopo il clamoroso flop alle qualificazioni mondiali. Carlo Tavecchio, alla fine, ha dovuto arrendersi e ha presentato le sue dimissioni da presidente della Federcalcio. L'ex numero uno di via Allegri, secondo quanto appreso dell'Ansa, è però intenzionato a chiedere un passo indietro dell'intero consiglio federale durante la riunione che si sta svolgendo in via Allegri. 

Logoramento

Tavecchio aveva provato a resistere nonostante la bufera abbattutasi sulla Figc dopo lo 0-0 di San Siro costatoci la partecipazione al torneo iridato in programma in Russia la prossima estate. Esonerato il ct Giampiero Venutura aveva rilanciato il suo impegno, dicendosi pronto a presentare al consiglio di oggi un programma per il rilancio del movimento. E questo nonostante il “gesto di dignità” invocato dal presidente del Coni, Giovannino Malagò, e il pressing del ministro Luca Lotti. Un addio, dunque, che ha fatto rumore anche per i toni utilizzati dall'ormai ex presidente federale nella sua conferenza di commiato, durante la quale ha sottolineato di aver “chiesto le dimissioni di tutti i consiglieri federali”, senza che “nessuno le abbia date”. In merito alla decisione presa, Tavecchio ha spiegato che “la settimana scorsa mi avevano detto di preparare un documento programmatico e io ho accettato, in buona fede perché credevo ci fosse qualcosa da fare, un progetto. Poi è cambiato tutto, il quadro è cambiato e ho compiuto questo passo”. Ma, ha precisato, “c'è stata una speculazione ai limiti. Io non facevo il presidente per interessi personali. E oggi non ho pensato un solo istante a una soluzione diversa rispetto a quella delle dimissioni quando ho capito che la Lega Dilettanti non mi appoggiava, unanime. Qui stiamo valutando un insuccesso sportivo. E basta”.

“Ventura non lo ha scelto Tavecchio”

A proposito della scelta di Ventura come ct della Nazionale, Tavecchio ha dato la sua versione: “Ieri sera Malagò ha detto che il c.t. lo ha scelto Lippi dopo un'analisi di quattro soggetti. Io non l'ho mai detto, perché le riunioni private non le porto in pubblico: ora lo sapete che Ventura non lo ha scelto Tavecchio. Tavecchio paga per Ventura. Io sono disperato per non aver centrato la qualificazione mondiale: e questo diventa la tragedia?”. Poi torna sul doppio match contro la Svezia, in particolare sulla gara d'andata, corredata dal legno colpito da Darmian nel secondo tempo: “E se quel palo fosse entrato Tavecchio chi era, un eroe? Ditemi quali sono i risultati delle altre federazioni. Secondo voi le 4 squadre in Champions sono venute perché Tavecchio ha la giacca blu o perché abbiamo cambiato gli equilibri europei?”. Altrettanto diretto, l'ex presidente lo è stato nel rivendicare il suo ruolo nella scelta del Var (“Sono stato il primo a chiamare Blatter, nel 2014”) e nel sottolineare come la sua unica colpa sia stata “forse non essere intervenuto a Milano per cambiare allenatore alla fine del primo tempo…”.

Futuro incerto

E ora che succede? Il presidente del Coni, Malagò, ha già fatto sapere come l'unica soluzione sia il commissariamento della Figc, per la quale è prevista una riunione del Comitato mercoledì alle 16.30. Un'eventualità che il dimissionario Tavecchio ha bollato come un errore: “È molto grave – ha detto – in Italia ci sono gli statuti e le garanzie”. All'orizzonte, come ipotizzato da alcuni analisti, la possibilità di un triumvirato (nel quale sarebbe compresa un figura alla quale affidare un ruolo di immagine, probabilmente un ex calciatore di rilievo, e un dirigente esperto in materia finaniaria) che, di fatto, porterebbe alle prossime elezioni presidenziali una federazione commissariata. Qualche indicazione in più, probabilmente, arriverà dal vertice di dopodomani.

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