Un finale difficile da prevedere, perché tra Paris e Chelsea, la vigilia, parlava solo francese. Ma c’è il campo con il quale bisogna sempre fare i conti. E questi ha detto Chelsea che in novanta minuti ha demolito gli ingiocabili del Paris. Tre a zero, doppietta di Palmer e gol di Joao Pedro che hanno ammutolito la compagine di Luis Enrique che non è mai entrata in partita, se non nel sussulto della ripresa quando i giochi erano belli che fatti. Trionfa Maresca, trionfa il Chelsea che sotto gli occhi di Donald Trump si laurea campione del Mondo.
Così in campo
Squadre a specchio, entrambe con il 4-3-3. Maresca davanti si affida al tridente formato da Joao Pedro, Neto e Palmer. Alle loro spalle, James, Caicedo ed Enzo Fernandes. Tra i pali Sanchez, i centrali sono Chalobah e Colwin, sugli esterni Gusto e Cucurella. Non cambia invece Luis Enrique che conferma gli undici che hanno battuto il Real. Davanti Douè ancora preferito a Barcola, coin Dembelè e Kvaratskhelia. I centrali sono Marquinhos e Beraldo davanti a Donnarumma, mentre ai lati operano Hakimi e Mendesa. In mezzo Neves, Vitinha e Fabian Ruiz. Fischia l’australiano Alireza Faghani.
Surprise, c’è il Chelsea
Un primo tempo che non t’aspetti perché l’attesa per i Campioni d’Europa è andata totalmente delusa. Almeno per i parigini. E c’è voluto poco per capire che per gli uomini di Luis Enrique sarebbe stata difficile. Il Chelsea ha cominciato a pressare alto e giocare una prima frazione sontuosa, semplicemente perfetta. La chiave del match, in mezzo al campo, dove i Blues pressano alto, chiudono tutti i varchi e quando ripartono in velocità mandano sempre in affanno, non solo i tre interpreti di centrocampo francesi, ma anche i due esterni. Non era mai successo, ma c’è sempre una prima volta. Il Paris non tira mai in porta, e porta a referto una sola occasione in avvio con Douè che però sciupa. Ma il Chelsea è davvero tanto. Malo Gusto attacca la profondità e sfonda a destra, vince un rimpallo e palla dietro per Palmer che arriva a rimorchio e conclusione all’angolino alla destra di Donnarumma. Il Psg accusa il colpo, il Chelsea invece crede nell’impresa e il raddoppio arriva in fotocopia, palla ancora a Palmer e solito angolino per il 2-0. Paris frastornato, incapace di replicare mentre il Chelsea vola sulle ali dell’entusiasmo e arriva anche il terzo gol con Palmer che stavolta si traveste da assist man e serve una palla al bacio a Joao Pedro che sottomisura fa 3-0. Chi l’avrebbe detto.
Finisce qui
L’inizio dei parigini è arrembante, ma Sanchez e Cucurella spazzano via. Ma tre gol sono tanti da recuperare anche per il Psg che continua a subire la velocità degli inglesi, e serve una paratona di Donnarumma per evitare il poker di Delap con lo stesso attaccante inglese che a stretto giro si beve la retroguardia del Paris ma calcia a porta vuota fuori di poco. Finale senza emozioni anzi no, perché l’emozione più grande la regala il Chelsea che, come l’ineffabile Davide, batte il Golia parigino e si regala il titolo più prestigioso della stagione. Per Parigi un boccone amaro, l’ultimo di una stagione fantastica. E’ mancata la ciliegina sulla torta. Quella, insieme allo champagne, l’ha meritata il Chelsea.

