Serie A, la Roma resta al palo. Icardi-Vecino ribaltano Dzeko: l’Inter fa 1-3

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:43

Sfortunato quello di Kolarov, clamoroso quello di Nainggolan, addirittura incredibile quello di Perotti: fatto sta che i pali la Roma li prende in pieno in tutte e tre le occasioni, mancando di arrotondare un vantaggio che, fin lì, raccontava di un dominio quasi assoluto dei giallorossi sull’Inter del grande ex Luciano Spalletti. L’1-0 firmato da Edin Dzeko al 14′ è stato ben legittimato dagli uomini di Di Francesco, usciti man mano dal guscio delle incertezze ed entrati sempre più nei meccanismi del tecnico, fornendo 70 minuti di buon calcio. Ciò che non è andato sono i restanti 20 minuti, durante i quali non solo i nerazzurri hanno trovato il gol del pareggio ma anche quello del sorpasso e del tris finale, regalandosi un 1-3 insperato con tre punti fondamentali per la corsa al vertice. Protagonisti un Icardi formato albiceleste (doppietta, la seconda consecutiva) e un’incertezza arbitrale che, in fase di vantaggio giallorosso, nega un rigore a Perotti.

Dzeko-gol

L’anticipo-posticipo dell’Olimpico, il big match di questa seconda giornata di Serie A, ha raccontato di una Roma in evidente crescita, sfortunatissima nelle conclusioni a rete e punita proprio nel suo momento migliore. Spalletti torna nella Capitale fra i fischi (nonostante lui affermi che siano stati solo i “tottiani” a rumoreggiare), scegliendo il tridente offensivo con Perisic, Candreva e Icardi e impiegando Borja Valero come vertice alto di centrocampo. In totale emergenza terzini, Di Francesco è costretto a inventarsi Juan Jesus terzino destro, confermando la fiducia in avanti a Defrel. L’Inter parte meglio e, in avvio, spreca un paio di potenziali occasioni con Icardi e Candreva ma, alla lunga, la Roma inizia a macinare gioco e prende un palo con un sinistro al volo di Kolarov. Fino a trovare, al minuto 14, l’imbucata giusta con Nainggolan che serve Dzeko sul filo del fuorigioco: il bosniaco è bravissimo a fermare di petto e a mettere al volo il pallone alle spalle di Handanovic, confermandosi infallibile nelle prime partite all’Olimpico (terzo centro su 3). La rete del numero 9 stordisce i nerazzurri e scatena i giallorossi che iniziano a costruire occasioni in serie: la prima la spreca Defrel (servito da un ispiratissimo Perotti), mentre solo un legno che ha del miracoloso (per l’Inter) impedisce al Ninja di trovare la rete dai 20 metri. Altrettanto fortunata la banda di Spalletti ad andare a riposo sull’1-0.

Icardi ribalta, Vecino chiude

Nella ripresa è ancora la Roma a gestire il pallino del gioco, con gli strappi di Perotti e il dominio dei tre centrocampisti, nonostante il tecnico di Certaldo cerchi di correre ai ripari sostituendo uno spento Gagliardini con Joao Mario. Ci prova subito El Shaarawy (subentrato a Defrel), ma il Faraone non arriva in tempo sul pallone scodellato da Perotti. Poi è lo stesso argentino a mettersi in proprio, seminando gli avversari e scagliando un destro incredibile che centra l’incrocio alla sinistra di Handanovic. Sfortuna, troppa sfortuna. E nel calcio capita spesso che venga ripagata in senso opposto: la prima palla toccata nella ripresa, infatti, Icardi la trasforma in oro, sfruttando un rilancio errato di Juan Jesus e fulminando Alisson con una puntata in piena area di rigore: è il minuto 67. La Roma reagisce subito con El Shaarawy, bravo a scavalcare il portiere sloveno con un colpo sotto, disinnescato però sulla linea di porta dall’esordiente Dalbert. Ma il colpo i giallorossi lo hanno accusato, Perisic si sveglia e comincia a puntare tassativamente Juan Jesus, mentre Icardi trova il gol del sorpasso, raccogliendo un pallone in area e incrociando di destro alle spalle del portiere brasiliano. Per la Roma è un colpo k.o.: il capitano ospite sfiora subito la tripletta (ottimo Alisson), poi è Dalbert a murare di nuovo su Nainggolan. DiFra le prova tutte: dentro Under e Tumminello ma il pareggio resta un miraggio. Anzi, è di nuovo Perisic a saltare Jesus e mettere dentro il pallone che regala a Vecino il primo gol in nerazzurro. Conti chiusi, nel modo più duro possibile per i padroni di casa.

I match delle 18: Juve ok col Genoa, al Bologna basta Donsah

Se Icardi risponde a suon di reti alla chiamata dell’Argentina, altrettanto fa il numero 10 della Juventus, Paulo Dybala, capace di ribaltare con una magnifica tripletta un match, quello di Marassi con il Genoa, abbondantemente compromesso dopo il doppio vantaggio del Grifone. Alla sfortunata autorete di Pjanic e al rigore di Galabinov (assegnato col Var) ha infatti risposto a suon di giocate il gioiello ex Palermo, sempre più leader della terza Juve di Massimiliano Allegri: l’argentino prima realizza il pareggio, poi mette in rete il rigore del sorpasso (anch’esso concesso con il Var). Incassato il pari, il Genoa si spegne gradualmente, lasciando spazio alla veemenza degli ospiti e, soprattutto, ad altre due reti: quella di Cuadrado, del sorpasso, e quella di Dybala, per il tris finale.

Qualche affanno in più per il Bologna di Donadoni che, al Vigorito di Benevento, trova la prima vittoria stagionale contro i giallorossi padroni di casa, autori di una prova discreta fino alla magia “alla Maradona” di Donsah che ha consegnato ai felsinei i tre punti. Agli uomini di Baroni il Var nega, annullandolo per fuorigioco, il gol del pareggio firmato dal capitano Lucioni. Una rete che, tutto sommato, avrebbe reso maggior giustizia al match beneventano.

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