Poker giallorosso al Sassuolo, prima gioia per Fonseca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:04

All'Olimpico finisce 4-2 per la Roma che firma la prima vittoria in questo campionato dopo due pari consecutivi, ma mai risultato è stato più bugiardo. Un match dominato dai giallorossi di Fonseca dall'alto di una superiorità tecnico-tattica. Quattro gol, tre legni, un dominio assoluto. Match già chiuso nel primo tempo grazie ai gol di Cristante, Dzeko, Mkhitaryan e Kluivert. Nella ripresa una perla di Berardi poi una disattenzione difensiva che permette allo stesso Berardi di rendere meno pesante il passivo. Fonseca (4-2-3-1) lascia fuori Zaniolo dai primi undici, dentro Kluivert. Esordio per Mkhitaryan dalla parte opposta con Pellegrini trequartista alle spalle di Dzeko terminale offensivo. In mezzo c’è Cristante e per la prima volta Veretout. Dietro, fuori Smalling che salta l’esordio, spazio a Florenzi e Kolarov sugli esterni, Fazio e Mancini centrali davanti a Pau Lopez. De Zerbi si affida a Consigli tra i pali, linea a quattro con Marlon e Peluso esterni, Chiriches e Ferrari centrali. Nei tre di centrocampo, Duncan Obiang e Locatelli, Berardi alle spalle di Caputo e dell’ex Defrel. 

Valanga Roma

Non c’è partita in un primo tempo devastante da parte della Roma. Pellegrini conferma anche in giallorosso quanto fatto vedere in azzurro ed è una bellezza tutta da vedere. Mkhitaryan non delude alla prima da romanista. Giocate pulite, mai un pallone perso, sempre a testa alta e Kluivert dalla parte oppposta gioca la sua migliore gara in maglia giallorossa. Cristante cresce di passo con la squadra, Veretout mette ordine e muscoli al servizio della squadra. Si posiziona davanti alla difesa con un atteggiamento da leader. Dietro poche o nulla le difficoltà, con Florenzi e Kolarov che a turno spingono sugli esterni, meglio i due centrali anche se non siamo ancora al top. Pau Lopez inoperoso per i primi quarantacinque minuti. Il Sassuolo crolla subito. La manovra romanista è avvolgente, Kluivert parte con la giusta scelta di tempo, Peluso allunga la gamba e mette in angolo. Chiffi indica il dischetto poi viene richiamato dal Var e corregge la decisione, giustamente, perché Peluso era entrato netto sul pallone. Spregiudicata, fedele al credo del suo tecnico, la Roma chiude il Sassuolo nella propria metà campo. Locatelli è l’ombra di se stesso, davanti Caputo, Berardi e Defrel, non hanno quasi la possibilità di far male. Al resto ci pensa una difesa sicuramente migliore rispetto alle precedenti uscite, anche se necessita di ulteriore crescita. La Roma domina, Pellegrini la mette in mezzo da calcio d’angolo, Cristante anticipa tutti e la mette alle spalle di Consigli. Gioca bene e si diverte la Roma. Il raddoppio è una perla di Dzeko che raccoglie un centro al bacio di Kolarov, si infila in mezzo a tre difensori e di piatto la mette dentro. Appena due minuti e la Roma cala il tris: torre di Dzeko, assist di Pellegrini a liberare Mkhitaryam che anticipa tutti e la piazza alle spalle di Consiglia. La Roma dilaga, il Sassuolo è in bambola, Kluivert continua a dare spettacolo incastonato in una prestazione corale figlia di Fonseca. E proprio l’olandesino firma il poker sfruttando l’assist di Pellegrini (il terzo in appena trenta minuti) controlla e buca Consigli: 4-0. Sassuolo non pervenuto. 

Legni e Berardi

Due pali, una traversa in avvio di ripresa dalla Roma. Prima Pellegrini, poi Dzeko, infine Mancini con i legni che salvano Consigli. In mezzo un capolavoro di Berardi con una punizione dai venticinque metri che tocca la traversa e finisce alle spalle di Pau Lopez: imparabile. Ma l’inerzia della partita è saldamente nelle mani degli uomo di Fonseca che continuano a macinare gioco creando sempre pericoli alla retroguardia neroverde. Gioca bene la Roma, tutto di prima, Fonseca applaude e Mancini, il ct azzurro, in tribuna prende nota. La Roma col passare dei minuti allenta la pressione e permette al Sassuolo di farsi vivo dalle parti di Pau Lopez, Dzeko perde l’attimo solo davanti a Consigli e si fa recuperare in extremis. Dentro Zaniolo, fuori Kluivert tra gli applausi dell’Olimpico. Grande partita per l’olandese, il migliore in campo. La Roma rallenta, il Sassuolo spinge. Una disattenzione difensiva, la prima della partita, e il Sassuolo va ancora in gol con Berardi: 4-2 con meno di venti minuti ancora da giocare. Fuori Florenzi, dentro Spinazzola. Fonseca scuote la testa in panchina. La Roma tiene palla, costante dell’intero match, sa bene che il 4-2 non rispecchia i valori in campo, nè il volume di gioco e le occasioni create dai giallorossi. La Roma si abbassa e chiude gli spazi, ma non rinuncia ad attaccare. Zaniolo va via con impeto sulla destra e la mette in mezzo: Dzeko anticipato di un nulla. Fuori Pellegrini che si prende la standing ovation dell’Olimpico, dentro Pastore che nel finale per poco non firma la manita. Finisce 4-2. Una bella Roma, sempre più figlia di Paulo Fonseca.

Dallo Stadio Olimpico

 

Gli altri match

Se i giallorossi sorridono, sull'altra sponda del Tevere si mordono le mani: la Lazio capitola a Ferrara, vittima di una Spal mai doma che rimonta l'iniziale svantaggio arrivato via penalty (realizzato da Immobile). Gli estensi fanno tutto nella ripresa, prima con Petagna che gira in rete con un bel destro al volo un traversone dalla destra, poi con Kurtic, in pieno recupero, bravo a fulminare Strakosha con un piattone che corona una splendida azione corale. Rimonta da urlo anche per il Bologna, capace di risalire la china dopo essere andato sotto 3-1 al Rigamonti contro il Brescia: doppietta di Donnarumma, zuccata di Bani poi tris di Cistana, prima che i felisnei cambino marcia dopo il rosso a Dessena, infilando Joronen prima con Palacio, poi con Orsolini, aiutati anche dall'autorete di Sabelli per il 4-3 finale. Da paura anche il match del Ferraris, con l'Atalanta che passa contro il Genoa grazie a un sigillo da Oscar di Zapata: il colombiano, in pieno recupero, spara in rete con una bordata dai 16 metri, portando il risultato sul 2-1 per la Dea dopo i rigori di Muriel e Criscito. Nel posticipo, primo successo per il Milan, che passa a Verona grazie a un penalty realizzato da Piatek.

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