Pickford ferma Bacca, passa l'Inghilterra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:09

Dalla Russia col pallone che adesso comincia a rotolare sul serio. Non che fino a ieri si sia scherzato, tutt’altro, ma è chiaro che che da venerdì iniziano i quarti, gli ultimi nove giorni che porteranno alla finale mondiale del 15 luglio. Ieri gli ultimi verdetti. Nel pomeriggio la sorprendente Svezia, il boia dell’Italia agli spareggi, liquida la Svizzera e vola imperiosa ai quarti, un’altra sorpresa. Decide un gol di Forsberg. E nell’ultimo “ottavo”, ancora calci di rigore tra Colombia e Inghilterra. Una partita non bellissima, dominata dal nervosismo e dalla paura. Kane porta avanti i suoi, nella ripresa il pari di Mina. Non bastano neppure i siupplementari in un match dominato dalla paura di perdere. Colombiani attenti a difendersi, inglesi incisivi solo a tratti. Decidono i rigori. Colombia a segno con Falcao, Cuadrado, Muriel, sbagliano Uribe, che centra la traversa, ma soprattutto Bacca che si fa ipnotizzare da Pickford. Nell’Inghilterra un solo errore, di Henderson. In gol Kane, Rashford, Trippier e poi l’apoteosi dopo il gol di Dier che spalanca agli inglesi le porte dei quarti dove troverà la Svezia.

Uruguay vs Francia

E allora andiamo a vederli questi quarti dove sono approdate le otto migliori al mondo, sicuramente per quello che ha detto il campo visto che alcune tra le pretendenti al ballo di mezzanotte hanno perso la scarpa e neppure trovato il principe azzurro. Si comincia venerdì con le due sfide della parte alta del tabellone. A Niznij Novgorod (ore 16) c’è Francia-Uruguay, una sfida dal sapore antico, determinato da due grandi prestazioni delle Nazionali di Tabarez e Deschamps, capaci di eliminare rispettivamente il Portogallo di Cristiano Ronaldo e l'Argentina di Messi. Semplicemente impronosticabile, soprattutto di questi tempi. Da una parte una Francia che ha fatto vedere contro l’Albiceleste il meglio del suo repertorio con all’occhiello quel Mbappé che, se conferma la prestazione diventa imprendibile, per tutti. Di contro l’Uruguay del maestro Oscar Tabarez, tanta qualità e poche falle, oltre a un attacco che però rischia di perdere la bocca da fuoco Cavani che ha deciso la gara con il Portogallo.

Brasile vs Belgio

Alle 20, alla Kazan Arena, il match più infuocato e delicato. C’è Brasile-Belgio, la bellezza dei verdeoro, la fantasia al servizio del pallone e un Neymar, sceneggiate a parte, che è indiscutibilmente una stella luminosissima che brilla sul cielo di Russia. Dall’altra il bellissimo ma altalenante Belgio. Un girone eliminatorio da paura, senza incrinature e un ottavo di altrettanta paura, visto che si era ritrovato sotto 2-0 e che solo con una prova di forza, un pizzico di fortuna e la poca elasticità da parte degli avversari, ha battuto al 95’ il coraggioso Giappone. Neymar contro Lukaku, ne vedremo delle belle e anche qui finale per niente scontato.

Russia vs Croazia

Domenica 7 luglio, al Fisht Stadium di Sochi, l’Armata Rossa di Stanislav Cherchesov affronta la Croazia. La Russia ha eliminato la Spagna, sfiancando il tiki-taka di Hierro per arrivare alla sola soluzione possibile, quella dei calci di rigore, dove il portiere Akinfeev è diventato eroe nazionale parando due rigori a Koke e Aspas, ma senza scomodare Lev Yashin che è stato tra i più grandi portieri, non solo della vecchia Unione Sovietica ma del mondo intero. Niente pagagoni, ma giusto risalto ad un numero uno freddo e glaciale tra i pali, che ha fatto dimenticare i clamorosi errori del 2014. Ha sofferto anche la Croazia che sembrava una macchina da guerra perfetta, ingabbiata dalla tenacia della Danimarca, sebbene la sua stella, il madridista Luka Modric, si sia permesso di sbagliare il rigore del possibile 2-1 a tre dalla fine dei supplementari. Croazia avanti grazia alla lotteria dei tiri dal dischetto dove a decidere sono proprio i portieri. Il danese figlio d’arte Kasper Schmeichel, sotto gli occhi del papà, ne para due, ma il collega croato Subasic fa meglio: 3 tentativi danesi sventati e il resto è storia d’oggi. Croazia che può chiudere il conto con la classe immensa del suo centrocampo, Russia che trascinata dalla sua gente prova un’altra impresa. Non sul piano del gioco, ma del coraggio, della determinazione e dell’amor nazional socialista. Per riscrivere la storia. L’ultimo è quello maturato oggi tra Svezia e Inghilterra. E anche qui saranno emozioni, perché di scritto in questo mondiale, c’è proprio nulla.

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