Olimpiadi 2024: Renzi ufficializza la candidatura di Roma e dell’Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:03

Dopo qualche tira e molla di troppo finalmente arrivano certezze: il premier Matteo Renzi ufficializza la candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi previste per l’anno 2024. Il Presidente del Consiglio ha dato la notizia durante la consegna dei collari d’oro del Coni: “Da gennaio partirà il Comitato promotore sotto la guida di Giovanni Malagò e non lo faremo con lo spirito di De Coubertin, per partecipare: lo faremo per vincere”.

Per Roma e per il nostro Paese sarà un’occasione irripetibile di dimostrare quanto siamo in grado di fare. “Il Governo italiano – prosegue Renzi –  è pronto insieme al Coni a fare la propria parte, per un progetto fatto non di grandi strutture ma di grandi persone. Sarà una delle cose più belle da fare. Ci riempie il cuore di orgoglio, emozione e difficoltà. Avremo strutture all’avanguardia, su tutto ci sarà un controllo tecnico di spesa. Il progetto è incentrato su Roma capitale, come è giusto che sia, poi spetterà al Coni allargare la proposta ad altre città, come stabilito dal Cio la settimana scorsa. Avremo un raggio d’azione per consentire alla candidatura di essere credibile e di vincere. Firenze, Napoli e la Sardegna, le modalità saranno a disposizione del Comitato Promotore a guida Malagò.

Proprio il Presidente del Coni ha poi rivolto i suoi ringraziamenti a Renzi: “Mai come in questo momento, l’appuntamento è diventato così importante, anche in considerazione dell’attesa e delle aspettative che ci sono. Matteo grazie – conclude Malagò – in questo periodo sei sempre molto vicino al nostro mondo, e con il sottosegretario Graziano Delrio c’è un rapporto di amicizia che va al di là dei rapporti istituzionali”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.