Notte magica per l'Italia, la Spagna è ribaltata: 3-1

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:59

Un tabù da infrangere e una prima da iniziare col piede giusto. Riesce tutto all’Italia Under 21 che, alla prima a Bologna, vince l’esordio nell’europeo di categoria e batte finalmente quella Spagna da sempre bestia nera per il calcio italiano. Dopo due sconfitte nelle ultime uscite ufficiali, gli azzurrini si rifanno con gli interessi: al Dall’Ara finisce 3-1. La decidono, in rimonta, i gol di Chiesa, doppietta, e Pellegrini, che rispondono all’iniziale vantaggio di Ceballos.

Prima frazione

Di Biagio  si affida al suo 4-3-3 e schiera una Nazionale molto offensiva con Lorenzo Pellegrini e Barella in mezzo e davanti Zaniolo, Kean e Chiesa. Ma anche la Spagna (4-1-4-1) ha tantissima qualità, su tutti il napoletano Fabian Ruiz e il madridista Ceballos. Occhio davanti a Oyarzabal, già a segno con la Nazionale maggiore e Mayoral. Parte subito forte la formazione iberica, possesso palla e verticalizzazioni per provare ad aggirare il muro difensivo azzurro. La partita in avvio la fanno gli spagnoli con gli azzurrini attenti e pronti a ripartire in controgioco. Spagna asfissiante nel pressing e nel giro palla, azzurrini in difficoltà, soprattutto in mezzo dove gli spagnoli godono di tanta libertà. E il gol arriva subito grazie ad una giocata di Ceballos, con il gioiellino del Real che lascia partire da fuori un destro mortificante che si insacca all’incrocio, ma con responsabilità vistosa di Barella che gli lascia troppo campo e la possibilità di calciare senza pressione: 1-0 Spagna. Neppure il gol scuote gli uomini di Gigi Di Biagio che soffrono maledettamente il giro palla spagnolo. Soler è una spina nel fianco della retroguardia azzurra. L’Italia non riesce a ripartire palla a terra e operazioni sempre in mano agli spagnoli.  L’Italia però cresce con il passare dei minuti e dopo la mezz’ora comincia a farsi sentire e vedere con maggior intensità dalle parti di Unai Simon. Partono da una conclusione di Mandragora i segnali di risveglio azzurri, la Spagna cala di intensità e l’Italia sale di tono. Il pari è nell’aria e lo firma Federico Chiesa con un preziosismo personale. Riceve palla a sinistra, punta e supera Aguirregabiria e col mancino fulmina alle spalle del portiere spagnolo. L’Italia adesso spinge e mette sotto gli spagnoli, che accusano il colpo. Zaniolo si fa male dopo un contatto con il portiere spagnolo e Di Biagio è costretto al cambio prima dell’intervallo, dentro l’idolo di casa Orsolini accolto dal boato del Dall’Ara. Giusto il pari all’intervallo, meglio la Spagna in avvio, poi gran finale azzurro e non solo per il gol, con l’Italia che è cresciuta, gli esterni hanno cominciato a salire con più frequenza, e l’intera squadra si è mossa con uno spirito più di collettivo.

Bis e tris

Fuori Fabian Ruiz e dentro Merino, cambia nulla nell’assetto tattico della Spagna. E L’Italia che ricomincia come aveva chiuso la prima frazione. Pellegrini prende a spingere con più decisione, pressing alto e subito occasione ancora per Chiesa, destro a giro e palla fuori di poco, poi Pellegrini rimpallato al limite dopo un buon controfuoco di Kean. E’ l’Italia a fare la partita, Spagna in attesa e Chiesa che sotto misura insacca: 2-1. Ribaltata, ma ci sono ancora venticinque minuti da giocare. Cambia la Spagna, fuori Zubeldia, dentro Fornals. E la Spagna che prende a spingere ventre a terra, errori in disimpegno e in uscita, e gli iberici che mettono le tende nella metà campo azzurra. C’è da soffrire e l’Italia arrota i bulloni e va in trincea. Ceballos, sempre lui, fa una cosa pazzesca, si libera in mezzo a una selva di gambe, per fortuna azzurra calcia a lato. Baricentro altissimo per gli spagnoli che pressano sui portatori di palla azzurri. Senza un attimo di tregua. Pellegrini va giù in area, è rigore solare, ma il direttore di gara non fischia e a palla ferma viene richiamato dal Var e va a rivedere l’azione. E i dubbi vengono fugati: è rigore. Dal dischetto lo stesso Pellegrini, palla da una parte portiere dall’altra. Rigore perfetto: 3-1 e punto esclamativo sul match a sette dalla fine. Entra Mir, fuori Oyarzabal e nell’Italia Bastoni prende il posto di Bonifazi ad una manciata dalla fine. La Spagna ci prova fino alla fine, ma l’Italia è troppo in salute e gasata per concedere il centro per offendere. E finisce col trionfo azzurro. La prima europea è buona e conta tantissimo in chiave qualificazione. Azzurri in testa al girone insieme alla Polonia che nel pomeriggio ha battuto (3-2) i Belgio. E mercoledì, sempre al Dall’Ara, il faccia con i polacchi che potrebbe già valere la semifinale.

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