Nba: Cleveland si impone su Memphis, vittoria esterna dei Warriors su New Orleans

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:55

Non la miglior partita per i campioni in carica Nba di Cleveland, ma tanto è bastato per ridimensionare l’ambizione di gloria dei Memphis Grizzlies, reduci da ben 6 vittorie consecutive. Lo score della Quicken Loans Arena, infatti, recita impietosa un 103 a 86 per i Cavs, guidati dal solito LeBron James, autore di 23 punti e 8 assist, da un ottimo Kevin Love (29 punti e ben 13 rimbalzi) e dalla buona performance di JR Smith (23 punti). Non si è dunque sentita più di tanto l’assenza di Kyrie Irving, a riposo precauzionale, anche se, senza di lui, il consueto gioco dei campioni non è emerso che nell’ultimo quarto. Meno brillante del solito, invece, la prestazione del team della Western conference, tra i più in forma del momento, presentatosi però senza la bandiera Marc Gasol. Va detto che per espugnare la roccaforte dei Cavaliers era davvero necessaria un’impresa.

Vittoria più sofferta del previsto, invece, per i Golden State Warriors, i quali hanno piegato New Orleans per 113 a 109 sul parquet dello Smoothi King Center, in Louisiana, al termine di un match tutt’altro che facile per gli uomini di coach Kerr, campioni in carica della Western Conference. Kevin Durant ha bloccato il suo score sui 27 punti, il “play” Stephen Curry a 30, mentre si è rivelata altrettanto decisiva la tripla doppia messa a referto da Draymond Green, autore di 12 punti, 12 rimbalzi e ben 10 assist. I Pelicans, autori di una buona prestazione, pagano una troppo accentuata sterilità offensiva, pur con i 28 punti di Anthony Davis. La rimonta degli ospiti nella seconda parte di gara, porta le due squadre a un ultimo quarto di testa a testa, risolto dalla giocata difensiva di Green, proprio ai danni di Davis, al quale sottrae il pallone lanciando di fatto il successivo (e conclusivo) mini-break. Seconda vittoria consecutiva per i Warriors, pur ottenuta a fatica, che tornano così in striscia positiva in Nba.

Ben sei giocatori in doppia cifra, invece, nella vittoria in scioltezza di Portland sui Thunder Oklahoma City, spazzati via con un perentorio 114-95. Tornano a vincere, dunque, i Blazers, reduci da 4 sconfitte consecutive, trascinati dalla coppia formata da C.J. McCollum e Damian Lillard, protagonisti assoluti per tre quarti di gara. Mai davvero in partita gli uomini di Billy Donovan, con il playmaker Russell Westbrook piuttosto sottotono (20 punti).

Termina oltre i tempi regolamentari la contesa tra i Suns di Phoenix e i New York Knicks. Alla formazione dell’Arizona serve un 12-10 all’overtime per piegare Porzingis e compagni. Proprio il lettone, autore di 34 punti, assiste alla parte conclusiva di gara dalla panchina, dopo aver commesso il sesto fallo, lasciando il parquet con i Knicks già privi di Derrick Rose, infortunatosi nel corso della gara.

Successo esterno per Orlando. I Magics passano sul campo di Atlanta al termine di un match entusiasmante, concluso sul punteggio di 120-131. Merito di un’ottima prestazione offensiva del giovane “play” Elfrid Payton (24 punti e 12 assist) e, complessivamente, di tutta la squadra. Decisamente più amara, invece, la serata dello United Center di Chicago, dove i Bulls sono stati sconfitti, per 99 a 94, dai Minnesota Timberwolves guidati da coach Thibodeau, alla prima vittoria contro la sua ex squadra in Nba. Decisiva la rimonta di 21 punti effettuata dai T’Wolves, trascinati da Zach LaVine e Andrew Wiggins.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.