Mondiale tra luci e ombre

Il bilancio del Mondiale 2026 si è concluso con la vittoria della Spagna. Ora occhi puntati all'edizione 2030 che si giocherà in Argentina, Uruguay e Paraguay

E’ finita. Cala il sipario sul mondiale 2026: ha vinto la Spagna come riferito in cronaca diretta, e non poteva esserci risultato diverso. Il calcio premia sempre il migliore e la Spagna lo è stata. Qualità di gioco, carattere, personalità, hanno fatto dell’undici di Luis De la Fuente un’autentica macchina da guerra. Un successo che nasce da lontano, dal momento dell’avvento del tecnico che con le giovanili ha riportato la Roja ad altissimo livello. Ha creato una impalcatura fondata sul lavoro e sulla qualità dei suoi ragazzi. Che sono diventati adulti, e quando ha rilevato Luis Enrique su quella panchina che era diventata una polveriera, ha imposto le sue regole. Semplici ma profondamente redditizie. Ha tirato su gente come Cubarsi e Yamal, ha dato alla Spagna un’identità di gioco che non si vedeva dal 2010. Ha vinto un Europeo nel 2024 e si è ripetuto al Mondiale portandolo a casa dopo sedici anni. E’ il trionfo dell’uomo qualunque, semplice, refrattario alla pubblicità. Accolto con scetticismo, ha smentito tutti ed oggi è lui il totem della formazione spagnola. Il futuro è appena cominciato, perché con questi talenti, può davvero aprire un ciclo vincente.

Vincitori e vinti

L’emozione è quella di Luis De la Fuente e della sua Spagna. “Sono orgoglioso di questi ragazzi – ha detto il ct iberico – che sono cresciuti con l’idea di essere i migliori”. E il campo lo ha dimostrato. Amaro come il fiele il ct argentino Scaloni: “Onore alla Spagna che ha vinto meritatamente. Non ho nulla da rimproverare ai miei che ringrazio. Abbiamo fatto tutto per vincere, ma loro sono stati più forti”. E nella notte di New York, il tramonto di una stella, quella di Leo Messi, alla sua ultima partita mondiale. E’ uscito tra le lacrime, consolato a stento dai suoi compagni. La Spagna ha fatto man bassa di premi: dal titolo mondiale a quelli personali. Rodri proclamato miglior giocatore del torneo, Cubarsi il miglior giovane, Unai Simon miglior portiere. Unici premi non spagnoli, sono stati il titolo di capocannoniere andato a Kylian Mbappè (10 gol), arrivato a quota 22 totali che ne fanno il miglior marcatore di sempre, e all’Olanda che ha vinto il premio Fair Play.

Disorganizzazione

Se da una parte Infantino sorride perché il mondiale ha avuto un successo senza precedenti, dall’altra c’è il rovescio della medaglia. E’ stato un mondiale per ricchi e basta guardare i prezzi di hotel, trasporti, ristoranti per certificarlo. Senza parlare dei biglietti venduti a prezzi astronomici. Per ricchi, appunto. L’ultimo giorno, quello della finale, dove tutto doveva rasentare la perfezione, è stata una commedia tragica. L’arrivo di Trump allo stadio del New Jersey, ha costretto soprattutto i giornalisti ad arrivare con larghissimo anticipo al MetLife. E qui sono cominciati i problemi. Oltre tre ore di attesa ai tornelli sotto il sole cocente, controlli fin troppo minuziosi, non uno ma ben tre, che hanno causato file e disagi. Il resto è avvenuto all’interno dello stadio, dove la Wifi è letteralmente impazzita, causando blocchi e mancata connessione. Si doveva fare di meglio.

La Coppa in faccia

Trump aveva due timori, i fischi all’ingresso in campo per la premiazione, e la possibile vittoria della Spagna, sua acerrima nemica. E’ accaduto tutto. Trenta secondi di fischi assordanti al momento dell’annuncio del vincitore, poi coperti dai tifosi non americani che hanno festeggiato la vittoria. Della Spagna, appunto. E quel sorriso telecomandato di Trump, è sfiorito d’improvviso perché stringere le mani e mettere le medaglie al collo degli spagnoli, non era previsto. Ma il karma esiste.

Appuntamento al 2030

Il pallone mondiale ha appena finito di rotolare e tra qualche giorno si comincerà a pensare alla prossima edizione, ancora più allargata. Se quest’anno il Mondiale si è giocato in tre Paesi (Usa, Canada e Messico), il prossimo vedrà in campo ben sei Nazioni: Spagna, Portogallo e Marocco sono quelli organizzatori, ma essendo il Mondiale del Centenario, le prime partite saranno giocate dall’altra parte del mondo, in Argentina, Uruguay e Paraguay. Delle serie, non ci facciamo mancare niente.

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