L'Inter passa a Verona ma Spalletti frena: “Non parlate di scudetto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:30

L'Inter passa a Verona e si posizione al secondo posto della classifica, portandosi nuovamente alle spalle del Napoli. Dopo una gara sofferta, contro l'Hellas finisce 1-2. Il vantaggio per i nerazzurri lo segna Borja Valero al 36', poi il pareggio momentaneo di Pazzini al 59', su rigore, e gol di Perisic otto minuti dopo. Spalletti sale salgono così a 29 punti, a -2 dai ragazzi di Maurizio Sarri. Il Verona resta in zona rossa, a 6 punti.

La partita

Davanti ad Handanovic spazio a D'Ambrosio e Nagatomo sulle ali, Skriniar e Merandi al centro. In mezzo diga con Vecino e Gagliardini e poi Candrevo, Borja Valero e Perisis alle spalle di Icardi. Pecchia manda ancora in panchina Pazzini e affida l'attacco a Cerci e al baby Kean in un 4-4-2 che pensa più a difendersi che ad attaccarsi. Infatti, nel primo tempo, che parte in sordina, il Verona è poco brillante. Anzi, gli scaligeri non si fanno mai vedere dalle parti di Handanovic nei primi 45 minuti di gara, che l'Inter conduce con personalità ma senza particolari sussulti. Fino al 36', quando Candreva mette in mezzo e Borja Valero, lasciato tutto solo da Caracciolo in area di rigore, segna da due passi. Primo gol in nerazzurro per lo spagnolo ex Fiorentina in maglia nerazzurra, che non segnava in campionato da febbraio.

Il secondo tempo è tutta un'altra musica e Cerci si fa vedere con una gran botta di mancino alta di un soffio. Poco dopo, contatto sospetto fra Handanovic e Cerci in area. Intervento della Var, Gavillucci va a rivedere l'azione e concede il rigore all'Hellas. Allora, con l'ex attaccante granata quasi pronto a calciare dal dischetto, Pecchia manda sotto la doccia Kean e mette in campo un altro ex, Pazzini, con un bel carico di responsabilità addosso. Ma il 'Pazzo' si presenta dagli 11 metri e spiazza il portiere per l'1-1. A questo punto il 'Bentegodi' è una bolgia per i giallobù, ma Candreva va dalla bandierina e Vecino colpisce di testa: il pallone bacia la traversa. Intanto, Pecchia si gioca un'altra carta e butta nella mischia Zuculini per un poco ispirato Bessi. Ancora, tiro-cross di Candreva liftato, Nicolas si tuffa e manda la palla sul fondo. Sul corner seguente, Perisic raccoglie una respinta centrale di Heurtaux e scaglia un destro potentissimo che (quasi) buca la porta di Verona. Così il croato si riprende dopo una buona parte di gara giocata senza troppi sussulti. Intanto, al 73', Spalletti fa rifiatare Candreva e sceglie di mandare sul rettangolo verde Brozovic. Cinque minuti dopo, i tecnici mettono ancora mano alla panchina: nell'Inter c'è Cancelo per Borja Valero, mentre il sudcoreano Lee prende il posto di Cerci tra i gialloblù. Infine, dentro Eder per Icardi. L'Hellas si butta disperatamente in avanti. Il pubblico di casa protesta per un contatto fra Lee e Skriniar al limite, giudicato regolare.

Skriniar: “E' stata dura ma Inter vuole crescere” 

“Un'altra vittoria importante, rimaniamo nella posizione in classifica in cui vogliamo stare. Vogliamo continuare così”: così il difensore dell'Inter, Milan Skriniar, dopo la vittoria sul Veroina al Bentegodi. “Oggi è stata una partita dura – dice a Premium – soprattutto sul pareggio, ma per fortuna abbiamo ritrovato il vantaggio. Il nostro segreto? Voler sempre migliorare. Migliorare è anche il mio di obiettivo, voglio crescere per aiutare la squadra”.

Spalletti: “Non parlate di scudetto”

“Essere, nelle prime 11 partite, la migliore Inter dell'era dei tre punti, come dite voi meglio di Mourinho e Mancini, non mi fa alcun effetto: dobbiamo andare in fondo al tunnel, un tunnel lungo fino a giugno, quindi non si parla di Scudetto”. Luciano Spalletti è scaramanticao davanti alle telecamere di Premium nel dopo partita del Bentegodi. “Eravamo abituati a qualcosa di differente – spiega il ct -: il fatto che i ragazzi abbiano cercato di forzare la giocata è un atto di coraggio, significa che credono in quello che fanno. Complessivamente la squadra ha fatto una buonissima partita, sotto tutti gli aspetti, anche se ogni tanto giochiamo un po' lentamente. Abbiamo sempre cercato di fare la cosa giusta: siamo passati dal buttarla spesso lunga sulle punte al giocarla da dietro anche con il portiere. A volte, facciamo confusione nelle vie di mezzo, ma la vittoria è comunque meritata. Le squadre sono tutte lì e qualcuna rientrerà, come il Milan. Allo stesso tempo molte altre stanno correndo forte: è difficile fare pronostici adesso”. Quanto a Icardi, stasera fuori dal gioco, Spalletti difende il bomber argentino: “Si va a considerare la sua gara solo in base ai gol che fa, ma per me ha fatto bene: ha aiutato tanto la squadra, tornando indietro a sacrificarsi per il gruppo e questi aspetti fanno la differenza”.

Pecchia: “Il Verona è vivo” 

“Sono amareggiato perché la squadra ha fatto una grandissima partita, ma non è stata premiata. Abbiamo sofferto, come giusto che sia contro una squadra come l'Inter, ma non siamo mai usciti dalla partita e solo una giocata di Perisic ci ha punito: meritavamo qualcosa in più”. Così il tecnico del Verona, Fabio Pecchia, a Premium dopo la sconfitta casalinga contro l'Inter. “Abbiamo avuto personalità: vedo una squadra viva e questo mi dà fiducia per il futuro“. “Se sento di meritare la fiducia della società? Sono quindici mesi che lavoro così: anche l'anno scorso si diceva fossi in discussione alla prima sconfitta, poi siamo arrivati in Serie A. Ho un buon rapporto con il presidente e finché mi darà la sua fiducia continuerò a lavorare dando sempre il massimo”.

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