Lazio regina d'Oriente: la Supercoppa è sua

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:40

E'una Lazio da impazzire quella che si porta a casa la Supercoppa nella notte di Riyad. In uno stadio che si veste a festa, con le donne finalmente libere di entrarvi, i biancocelesti stendono la Juventus campione d'Italia per la seconda volta in pochi giorni, con un 3-1 che non ammette repliche. Gli uomini di Inzaghi semplicemente giocano meglio, chiudono gli spazi e spengono le idee (poche) dei bianconeri, legittimando con il quinto trionfo in Supercoppa un fine 2019 da record. E lo fa in uno stadio che è praticamente tutto per Cristiano Ronaldo, con un pubblico pronto a sollevarsi entusiasta non appena il portoghese tocca il pallone. Un'attesa delusa però, visto che CR7 gioca una partita appena sufficiente, non riuscendo a svegliare i suoi da una crisi di gioco troppe volte contestata alla Juve in questa stagione.

Botta e risposta

Si presentano più o meno al completo Lazio e Juventus, con Inzaghi che si affida agli undici titolari, mentre Sarri sceglie di affiancare Bentancur a Pjanic e Matuidi a centrocampo, puntando ancora una volta sul tridente offensivo con Higuain, Dybala e Ronaldo. Lazio decisamente più in partita, con Lucas Leiva che guida alla perfezione il centrocampo, permettendo a Milinkovic-Savic di sganciarsi a ridosso dell'area di rigore a dar manforte a Luis Alberto sulla trequarti. Ed è proprio sull'asse serbo-iberico che nasce il vantaggio dei biancocelsti: buon lavoro di Lulic sulla sinistra, finta che mette a sedere De Sciglio e traversone che pesca proprio Milinkovic, bravo a lavorare il pallone appoggiando a centro area per Luis Alberto, che apre il piattone e fa secco Szczesny. La rete ridesta i bianconeri dal torpore e, soprattutto, genera l'unica vera fiammata di CR7, che impegna Strakosha con un mancino improvviso e permette a Dybala di mettere dentro in tap-in, mandando tutti a riposo sull'1-1.

La ripresa

Nella ripresa la Lazio scende in campo con lo stesso piglio del primo, mentre la Juventus cede man mano al ritmo degli avversari. Segno evidente di uno stato di forma invidiabile per gli uomini di Inzaghi, che piazzano la zampata del nuovo vantaggio alla mezz'ora, con Lulic che torna uomo-coppa piazzando il destro che vale il 2-1 e la mazzata al match. E non che la Juve non ci provi: Dybala sfiora il pari di testa, Ronaldo si vede murare un tiro a botta sicura da Luiz Felipe, ci provano in serie anche Ramsey e Douglas Costa ma la serata non è di quelle fortunate. E lo dimostra il terzo gol, nato da un contropiede micidiale che costa il rosso a Bentancur e la punizione-gioiello di Cataldi, che bacia la traversa e manda la Lazio in apoteosi.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.